LE NUOVE TECNOLOGIE POSSONO MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA DEI CITTADINI, COMINCIANDO DAL RIVOLUZIONARE LE SCELTE RELATIVE ALLE LORO ABITAZIONI, OTTIMIZZANDO IN MODO PARTICOLARE LE TEMATICHE RELATIVE ALLA SICUREZZA. È QUESTO UNO DEI PUNTI PIÙ INTERESSANTI DELLE ULTIME DISCUSSIONI INTORNO ALLA COSIDDETTA EDILIZIA SMART, CHE ATTUALMENTE STA RISCUOTENDO MOLTO SUCCESSO ANCHE IN ITALIA.

L’edilizia intelligente. Con il termine Smart Building si intende una metodologia di costruzione che renda l’edificio davvero “intelligente”, grazie a una serie di interventi che pongono l’attenzione sugli elementi fondamentali che costituiscono un edificio e, di conseguenza, un’unità immobiliare, sfruttando a pieno le ultime novità in campo tecnico e tecnologico, oltre che gli sviluppi dell’Internet of Things anche per la casa.

Sviluppi positivi. Questa filosofia si basa su due concetti: da un lato, c’è l’efficacia “passiva”, ovvero la predisposizione dell’unità immobiliare al benessere e al confort; dall’altra parte, poi, c’è anche quella attiva, che determina comportamenti virtuosi nelle persone che abitano gli spazi, “convinti” ad avere una maggiore cura di sé e degli altri. Sono pertanto evidenti le ricadute benefiche sull’ambiente e sulla vita quotidiana di tutti noi, al punto che non pare azzardato affermare che questo modello di costruzione parteciperà sempre più a ridurre la spesa sanitaria e quella destinata al welfare.

Migliorare l’esistente. Non bisogna infatti sottovalutare come gli aspetti di salute, benessere e ambiente siano strettamente connessi alla progettazione e costruzione di un edificio. Tematiche sempre più delicate soprattutto in Italia, dove da recenti indagini oltre il 22% degli edifici risulta essere in stato di conservazione mediocre o pessimo, e dove inoltre si trovano più di 1500 chilometri di viadotti, ponti e gallerie che dovrebbero essere costantemente monitorati, in quanto soggetti a un invecchiamento delle strutture e prossimi al fine vita, dunque a rischio crollo (come purtroppo la cronaca ha testimoniato anche nei mesi passati).

Obiettivo sicurezza. Anche le aziende devono intercettare questa “rivoluzione”, iniziando innanzitutto a proporre prodotti in grado di assecondare le crescenti richieste del mercato e le forti esigenze “legali”: ad esempio, nello specifico ambito dei materiali elettrici sono in fase di revisione i requisiti minimi richiesti in termini di sicurezza elettrica, meccanica e fisica. Non a caso, il business premia chi riesce a intercettare il trend, come testimonia il successo – anche sui rivenditori online come PuntoLuce Shop – dei cavi elettrici General Cavi, dotati anche dell’ultimo Euro Fire Performance, il marchio specifico che attesta la conformità dei prodotti ai requisiti richiesti dal Regolamento CPR.

Il futuro è dei robot. Ma nel futuro prossimo potrebbero esserci altre novità davvero importanti, alcune delle quali pensate e realizzate proprio in Italia. È il caso del progetto su cui stanno lavorando Università di Bologna, Seconda Università degli studi di Napoli e IEMA Srl, impegnate a sviluppare innovativi robot che potrebbero manipolare cavi elettrici e realizzare connessioni all’interno dei quadri di comando, ovvero gli elementi cardine di molti sistemi automatici in impianti civili e industriali.

Un progetto innovativo. Il progetto, chiamato WIRES (WIring Robotic SystEm for Switchgears), è partito lo scorso anno e dovrebbe completarsi entro il 2019, con l’obiettivo di concretizzare l’automazione del processo di cablaggio dei quadri elettrici attraverso lo sviluppo di un pacchetto software e di apposito sistema robotico. Nello specifico, il software avrà il compito di estrarre e ottimizzare le informazioni necessarie alla sequenza di cablaggio direttamente dal progetto del quadro, in collegamento con l’infrastruttura informatica dell’azienda.

Nessuna sostituzione degli addetti. Secondo le prime indiscrezioni, poi, il dispositivo robotico sarà composto da un manipolatore industriale, equipaggiato con strumenti dedicati alla connessione e alla stesura dei cavi, e sarà guidato dalle informazioni fornite dalla componente software. Ma non bisogna pensare alla sostituzione completa degli elettricisti “umani”: i nuovi robot, infatti, affiancheranno gli addetti alla produzione, liberando manodopera che potrà essere assegnata alle operazioni più complesse.

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