Sorpresi a rubare su un’auto in sosta sulla riviera di Ponente a Milazzo

DUE FRATELLI FINISCONO AGLI ARRESTI DOMICILIARI

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fratelli trovatello

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione di Milazzo, a seguito dell’arresto in flagranza operato la giornata precedente hanno ricondotto agli arresti domiciliari i fratelli Trovatello, Gino e Antonio, di 24 e 22 anni, sorpresi a rubare un tablet portatile da un’autovettura in sosta sulla riviera di Ponente del centro di Milazzo.

In particolare la pattuglia della locale stazione Carabinieri, durante l’espletamento di apposito servizio volto alla repressione di reati contro il patrimonio sul lungomare di Ponente, luogo dove di recente, nelle aree di sosta, si erano verificati numerosi furti ad opera di ignoti sulle autovetture in sosta, notava due ragazzi a bordo di un motoveicolo, che si accostavano ad un’autovettura in sosta.

Quindi uno dei due dopo essersi guardato rapidamente intorno per sincerarsi che non stesse sopraggiungendo alcuna persona, con movimento fulmineo estraeva dalla tasca destra del pantaloncino indossato un oggetto appuntito e lo indirizzava verso il dispositivo di chiusura della portiera. Aperta la portiera si chinava rovistando rapidamente per alcuni secondi all’interno dell’abitacolo, mentre l’altro complice espletava il ruolo “palo”, guardandosi attorno per segnalare all’altro l’eventuale sopraggiungere di chicchessia. A quel punto lo stesso soggetto si rialzava uscendo totalmente dall’abitacolo e tenendo in mano un Tablet, normalmente richiudeva lo sportello lato destro e saliva a bordo del motoveicolo, ponendosi sul lato posteriore del sedile. I militari prontamente si mettevano all’inseguimento dei due ladri che, accortisi della presenza dei carabinieri tentavano di far perdere le loro tracce. I miliatri al termine del lungo inseguimento riuscivano a bloccare dopo qualche kilometro i due ladri.

I due venivano identificati, perquisiti e tratti in arresto con l’accusa di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Il tablet dopo alcune verifiche veniva restituito al legittimo proprietario e l’arnese da scasso sottoposto a sequestro. Al termine della convalida i due venivano sottoposti agli arresti domiciliari.

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