Luca Eller Vainicher (PD): “Renato Accorinti, revochi tutti gli assessori e si presenti in Consiglio veramente scalzo”

"LO FACCIA, PER IL BENE PUBBLICO"

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L’ex assessore al Bilancio di Palazzo Zanca, Luca Eller Vainicher, esprime il suo pensiero ed in una nota scrive: “a margine di quanto scrivono i valenti giornalisti e commentatori locali sul Comune di #Messina, intervengo anch’io, in veste squisitamente personale. Contribuisco al dibattito che si è acceso in città e che vede in vario modo tante firme (tra gli amici di Facebook Lucio D’amico, Rosaria Brancato, Emilio Pintaldi, Giuseppe Bevacqua, Gisella Cicciò, Davide Gambale, Gianluca Rossellini, Antonio Macauda, Marcy Ruggi, Sebastiano Caspanello, Danila La Torre, Alessio Caspanello, Giuseppe Cucinotta, Eduardo Abramo, Giuseppe La Fauci,Carlo Cucinotta, Gianfranco Pensavalli, Domenico Interdonato, Alessandro Silipigni, Giovanni Frazzica, Eleonora Urzì Mondo, Lilly La Fauci…)”.

“Purtroppo gli errori politici della Giunta Accorinti sono eclatanti. Da guinness dei primati. La gestione della -sfiducia- nel febbraio scorso ne è stata un esempio paradigmatico. Eppure nel marzo 2016, meno di un mese prima che entrassi in Giunta, Renato aveva trovato la forza e la convinzione di sottoscrivere e firmare la lettera che qui riporto. Che non va assolutamente dimenticata”.

“Poi, da parte dei destinatari, ci fu un sostanziale rifiuto ad accoglierla. Ma gli animi un po’ si calmarono. E così dopo 2 mesi, a fine maggio 2016, il tanto agognato bilancio di previsione 2015 (sic!) fu approvato. Miracolo! E pur tra gli alti e i bassi del Consiglio Comunale, le cose nel 2016 andarono avanti. Consuntivo 2015, nuovo Piano 2014-2023, Preventivo 2016… e tanto altro. La politica della mano tesa, l’ascolto autentico, il senso di responsabilità, l’attenzione sincera alle istanze consiliari, l’affidabilità delle proposte, l’impegno a continuare sulla strada del dialogo pur informale… Insomma, un clima non ideale, ma neppure avvelenato”.

“Una fase aspra, ma dialettica. Produttiva. Però, però nel frattempo, scampato il pericolo, da ottobre/novembre 2016 la Giunta si è pian piano nuovamente chiusa. Bunkerizzata. Vivendo tra le sparate di Renato e la pressione dei pochi che ormai lo sostengono ciecamente. Con la solita prevalente supponenza ed alterigia da parte di quegli ex colleghi che dovrebbero avere più testa e meno pancia. Più autonomia e maggior visione. Raggiunte le 16 firme per discutere la -sfiducia-, constatando la deriva piazzaiola e barricadera, nonché lasciando un posto libero (tra le innumerevoli ragioni), mi sono dimesso. Perché riflettessero. Neanche per idea. Troppi puri “loro” (che poi tanto puri…)”.

“La cronaca dal febbraio 2017 la conosciamo tutti. A fronte delle dimissioni anche di Daniela Ursino, Renato e la Giunta si sono ancor più chiusi in se stessi. Le nomine di fedelissimi, per non dire altro, compresa quella prematura e avventata al vertice della costituenda MessinaServizi ne sono prova provata. Per imporre una prospettiva del mondo ideologica e velleitaria. Ahimè, ahimè. E hanno prodotto gli esiti politici sotto gli occhi di tutti. La gravissima responsabilità politica di quanto sta accadendo è, per prima e soprattutto, di Renato Accorinti. Ciò non cancella le altrui, ma la gerarchia è lampante. È del tutto evidente”.

“Allora, se Renato vuole veramente bene alla Città e alla #Pace in Consiglio e a #Messina, sotterri la propria e altrui ascia di #Guerra. Si imponga. Revochi tutti gli assessori e si presenti in Consiglio Comunale davvero scalzo. Chiedendo una “fiducia politica”, anziché nascondersi dietro quella burocratica di febbraio. Non ha i numeri in Consiglio e quindi, non democraticamente smetta di galleggiare in questa vergognosa situazione. Si spogli in modo francescano anche della maglietta icona (coperta di Linus). Si inchini davanti al Consiglio Comunale che è l’Organo sovrano”.

“Se è contro la guerra, faccia pace con se stesso, i consiglieri e tutti i messinesi che non lo sopportano più. La stragrande maggioranza. Forse la porta per un -Patto di fine mandato-, discusso e condiviso potrebbe riaprirsi. Forse si potrebbe creare un Governo locale di “salute (e igiene) pubblica. Lo faccia per il bene pubblico. Salga sulla sedia della dignità e del riscatto. Lo faccia! Oppure taccia! Se non lo farà, nel dimostrare l’ennesima insipienza politica, inevitabilmente si macchierà di altri gravi peccati politici. Che porteranno all’inferno politico lui e vari altri”.

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