Daniele Ialacqua: “ialacquate?”

"E DELLE ANSELMATE NE VOGLIAMO PARLARE?"

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Daniele Ialacqua, assessore della Giunta Accorinti in un post sul proprio profilo facebook, scrive: “IALACQUATE? E DELLE ANSELMATE NE VOGLIAMO PARLARE?”.

Per poi, proseguire: “rispondere all’articolo di fondo di Nuccio Anselmo sulla Gazzetta del Sud di ieri (7 giugno) è fin troppo facile, se si segue lo -stile- del suo articolo. Se lui parla di Ialacquate, si potrebbe rispondere che lui scrive Anselmate. Quando lui dice che la riunione che ho convocato -aveva il sapore di una gita fuoriporta-, si potrebbe dire che non è nulla di fronte alle sue -scampagnate- a Taormina per raccontare il nulla del G7”.

“Quando scrive di coloro che erano seduti al tavolo dell’Unità di crisi e programmazione che avevano -la fretta di andarsene stampata in faccia- (riunione durata per la cronaca due ore, ma non ditelo ad Anselmo), cosa si dovrebbe dire della voglia che aveva stampata lui in faccia di farsi un bagno a Giardini, mentre raccontava in pochi minuti cosa non dicevano al G7. Troppo facile. Così come è troppo facile, lo capisco, cercare di raccontare ragionando su quello che si è fatto in questi anni”.

“Bisognerebbe scrivere di tutto quello che si è detto e fatto in questi 4 anni sui rifiuti a Messina, dalle denunce in Procura, quando non andava nessuno a farle, ai finanziamenti recuperati e che si rischiavano irrimediabilmente di perdere, dai nuovi mezzi acquistati, che non se ne vedevano così tanti nuovi da oltre un decennio, alla quadruplicazione della raccolta differenziata, dall’avvio del porta a porta, ai progetti di risanamento finanziati per la messa in sicurezza di alcune delle discariche immonde disseminate negli anni passati, dallo sforzo per riportare legalità e trasparenza in un settore tradizionalmente opaco e terreno privilegiato per le infiltrazioni mafiose, alle pressioni ricevute, ed a cui non si è ceduto, per non fare gli impianti a Messina e rendere libera la nostra città dal sistema dell’emergenza”.

“Troppo faticoso, meglio ridicolizzare coloro che lavorano quotidianamente per la legalità e la trasparenza, facendo così di fatto il gioco proprio di quegli -uomini di mezzo- di cui lui parla e che si guarda bene però dal dire chi sono e quanti sono realmente, chi li ha assunti e perchè. Chi non ha ancora capito qual è la posta in gioco, e qui gli dò ragione, vada o torni a giocare a -battaglia navale-, è meglio”.

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