Luca Eller: “Tra Ialacqua e Santalco, sposo la seconda tesi

PERCHE' E' MIGLIORE

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Luca Eller Vainicher, ex componente dell’Amministrazione comunale di Palazzo Zanca, esprime la sua posizione sull’avvenuta bocciatura della delibera con la quale si sarebbero dovuti affidare i servizi di gestione dei rifiuti alla nuova -MessinaServizi Bene Comune- e dice: “tra Ialacqua e Santalco sposo la seconda tesi perché è migliore. Oramai libero dalle costrizioni dello stare per un certo periodo, e a fin di bene, nella Giunta Accorinti, nonché memore delle numerose e interessanti discussioni anche in Consiglio, ho il dovere di esprimermi”.

“Pure per il ruolo che ho in CittadinanzAttiva. Che cura solo gli interessi dei cittadini, e non altro. Evidentemente. Vedo una strada possibile. Certo, è positivo -fondere- le 2 vecchie realtà Messinambiente e Ato3 in un’unica società. Ma pretendere una inhouse tutta in mano al Comune di Messina sostenendo che così è anche altrove, offende l’intelligenza di tutti. È ideologia allo stato puro che non fa il bene dei messinesi”.

“Il processo di costituzione delle inhouse avvenuto in Italia ha avuto vantaggi temporali e di condizioni esterne ed interne che non ci sono più. O forse non ci sono mai state a queste latitudini. O, comunque, sono assenti a Messina. Lassù sono partiti 10-20 anni prima, se non oltre, entro territori più industrializzati, maggiormente infrastrutturati, meglio organizzati, con economie di scala dinamiche. Con la popolazione ormai abituata nei comportamenti e, per davvero, instradata e convinta alla raccolta differenziata”.

“Tra l’altro, con il progressivo abbandono delle discariche e la contemporanea costruzione di nuovi e moderni impianti di smaltimento (selezione, compostaggio, termo-utilizzo, ecc.). Il modello esclusivamente pubblico poteva riuscire a stare sul mercato ed essere competitivo rispetto al privato. Come alcune volte è positivamente accaduto. Avendo avuto le vecchie municipalizzate il tempo di ristrutturarsi da sole. Autorigenerandosi. Autoriformandosi”.

“Senza aiuti particolari e senza avvalersi di una guida manageriale da fuori. A Messina è tutta un’altra storia. Un’altra storia! Già il velleitarismo della multiservizi e poi il resto dimostrano come l’astrattezza teorica di alcuni membri della Giunta sia conclamata. E, purtroppo, dannosa. Leggono, ma senza contestualizzare. Questione di spazio-tempo. I vari ritardi e ondeggiamenti hanno in parte peggiorato le condizioni dei vecchi gestori ancora in azione”.

“Così si sono fatte scivolare e degradare le realtà che operavano, sino ad avere un servizio ormai inadeguato e terribilmente esoso. Mettendo il tutto sull’orlo del fallimento. Non solo in Tribunale. Viceversa, propendo per 3 fasi in crescendo. Una specie di stadiazione. Subito la creazione della inhouse con un preciso piano industriale ponte da raggiungere entro la fine del 2019. Se viene rispettato, avanti. Altrimenti, dal 2020 gara pubblica per l’ingresso minoritario al 40% di un privato qualificato”.

“Se il piano, rivisto e aggiornato, sarà rispettato, bene. Altrimenti dal 2023 privatizzazione completa, sempre con gara pubblica. E salvaguardia dei lavoratori. In sostanza, darei un periodo medio, 24-30 mesi, alla nuova MessinaServizi per la transizione così da vedere se l’inhouse auspicabilmente possa funzionare. Con al centro tutela occupazionale, riqualificazione del personale, investimenti corposi, puntualità e qualità del servizio, riduzione dei costi per unità di prodotto, abbassamento delle tariffe per i cittadini”.

“E per gli eventuali esuberi, espansione dell’offerta sul mercato metropolitano. Insomma, cercare di salvare capra e cavoli. Se il Consiglio Comunale si imponesse sulla Giunta con una formale deliberazione d’indirizzo, da introdurre anche nel Documento unico di programmazione 2017-2019 (e a breve 2018-2020), calendarizzando di massima i prossimi 10 anni, allora farebbe un gran bel servizio alla Città di Messina. Sono convinto che il segretario generale e tutti i vertici tecnici comunali saprebbero predisporre la bozza di tale Atto deliberativo di espressione della volontà consiliare. Senza appiattirsi solo sulla Giunta”.

“Ormai a fine corsa, poco lucida e molto consumata. Altrimenti, tra andare avanti sulla base degli atti sinora predisposti dalla Giunta Accorinti (compresa l’affrettata e discutibile nomina al vertice) e la tesi di Giuseppe Santalco, sposo la inevitabile e ovvia bocciatura della delibera in Consiglio e l’immediata gara. E se a Daniele Ialacqua non va bene, allora abbia un moto di dignità politica, si schiodi dalla poltrona e si dimetta… oppure, indichi con sincerità e coraggio chi l’ha messo in questa situazione. Ciò per far comprendere le responsabilità politiche e amministrative a tutta la Città”.

“Dulcis in fundo. Perché alcuni hanno così ritrosia per una gara pubblica, trasparente e corretta? Perché hanno così paura? Cosa si nasconde dietro? Ma qui si potrebbe aprire un altro e vasto capitolo. Per carità del lettore, soprassiedo…”.

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