A Messina, presso la sede dell’Ordine degli avvocati: “Legittima difesa”

PROPOSTE DI RIDUZIONE DEL DANNO, PER LE PERSONE SOTTOPOSTE A TSO

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Presso la sede del “Consiglio dell’Ordine degli avvocati” di Messina, si è tenuto il convegno intitolato: “Legittima difesa – La tutela dei diritti delle persone sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio – Proposte di riduzione del danno”.

All’evento, hanno partecipato: “Michele Capano (tesoriere Radicali Italiani), Giuseppe Bucalo (presidente dell’Associazione penelope), Federico Alagna (assessore alla Cultura della Giunta Accorinti) e Giuseppe Calabrò (presidente del Comitato Iniziativa Antipsichiatrica) in veste di coordinatore”.

Bucalo, sulla proposta radicale di cambiare la legge sul TSO, scrive: “è il primo intervento organico di modifica a questo istituto che, negli ultimi 40 anni, non persegue lo snellimento delle procedure di internamento, l’aumento della discrezionalità e del potere degli psichiatri, la riduzione delle tutele e dei diritti di chi vi è sottoposto e l’allungamento dei tempi di ricovero. Al contrario, essa si muove per rendere più difficile l’applicazione del TSO, garantire il diritto di difesa da esso e sottoporre l’azione medica al controllo giurisdizionale. Non solo, ne fissa anche un tetto temporale preciso non prorogabile all’infinito”.

“La presa di posizione dei Radicali nasce dall’esperienza personale e professionale vissuta da Michele Capano nell’ambito del processo per la morte di Francesco Mastrogiovanni, quale legale di parte civile della famiglia, e produce, per la prima volta nell’ambito di una proposta di rivisitazione legislativa della 180, un cortocircuito nel senso comune che vede il TSO come un atto essenzialmente medico e la limitazione della libertà personale che lo accompagna, come un atto necessario per garantire le cure a persone che si ritenga ne abbiano bisogno anche in assenza del loro consenso”.

Per la prima volta il TSO viene trattato per quello che è: “un provvedimento di limitazione della libertà personale e di sospensione dei diritti costituzionali della persona. Per ciò stesso, al pari di un fermo di polizia, esso non solo deve essere notificato a chi vi è sottoposto, ma deve essere garantita allo stesso la difesa legale (anche d’ufficio ove la persona non abbia i mezzi per ottenerla). Il provvedimento va ratificato da un’autorità giudiziaria attraverso il confronto fra le parti in una specifica udienza di convalida e, per la sua natura di eccezionalità, deve avere una durata certa e decadere o per mancata convalida da parte dell’autorità preposta o per scadenza dei termini”.

“Nel testo di riforma presentato dai Radicali la fuoriuscita dal regime del TSO viene definito -liberazione- e non –dimissione-, sottolineando come il TSO sia solo uno strumento giuridico che autorizza e giustifica l’uso della forza e la limitazione della libertà personale da parte del sistema psichiatrico per obbligare le persone alle cure piegandone la resistenza. Quando sentiamo dire che il TSO si è -trasformato- in un mandato di cattura, non riflettiamo bene che esso, di fatto, lo é ! Anche quando non è eseguito dalla forza pubblica, non ci sono le manette o le sirene spiegate delle forze dell’ordine”.

Nel video, che segue, alcune dichiarazioni tratte dall’intervento di Michele Capano.

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