Il coraggio di Ilaria e la sua sfida agli insulti sul web

LA 31ENNE ARETINA, VITTIMA DI CYBERBULLISMO

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Il coraggio di Ilaria e la sua sfida agli insulti sul web
La 31enne disabile aretina vittima di cyberbullismo

A fil di rete di Aldo Grasso

Martedì sera, Blob ha trasmesso un triste documento sulla stupidità umana: “gli insulti che una giovane donna riceve quotidianamente sul suo profilo social”.

Insulti di questo tipo: “-Miss Toscana della bruttezza-, -nanoide-, -handicappata deforme che suscita solo la pietà umana-, -un mostriciattolo su cui sfogare le proprie depravazioni-, -hai denti marci, capelli sudici e braccia lunghissime-, e altri ingiurie del genere”.

Ilaria Bidini, 28 anni, costretta a stare su una sedia a rotelle a causa di una malattia genetica, ha deciso di contrastare il dilagante fenomeno del cyber-bullismo denunciando in modo singolare e con grande coraggio chi la offende e umilia quotidianamente sul web. Ha letto in pubblico tutte le cattiverie e le minacce scritte contro di lei.

Grazie alla collaborazione di Saverio Tommasi, della testata giornalistica Fanpage, Ilaria ha avuto la possibilità di girare un video (visibile su YouTube) per testimoniare la violenza e l’umiliazione cui quotidianamente è sottoposta da parte di alcuni vigliacchi che si nascondono dietro l’anonimato del sito lituano Ask”.

Facile dire che questi insulti si ritorcono contro chi li scaglia: “sono peggio di una lapidazione perché provengono dal fondo della beceraggine, della cattiveria, della codardia umana”.

C’è solo da sperare che la Polizia Postale impieghi tutte le sue forze per scoprire chi sono o chi è il mascalzone: “gente così non può farla franca, un moto di rigetto è indispensabile”.

Una storia di violenze psicologiche continue quella di Ilaria, che nonostante tutto, si è fatta forza, ha continuato gli studi e oggi vive cercando di dimenticarsi della sua disabilità: “A scuola venivo minacciata ogni giorno, mi promettevano botte, mi facevano scherzi orrendi, come bucarmi le ruote della carrozzina, ero puntualmente vittima di scherzi di cattivo gusto…”. Ce ne fossero di Ilarie!

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