Veronica Cavagnini: “Io mamma disabile, ho coronato il mio più grande sogno d’amore”

"OGGI POSSO TENERE TRA LE BRACCIA, MIO FIGLIO DAVID"

0
271

di Andrea De Chiara – www.disabili.net

Molte donne quando trovano la persona giusta desiderano avere un bambino. Ma nel momento in cui si è donna e anche disabile sembra una meta quasi impossibile. Veronica ce l’ha fatta. Questa è la sua storia.

“Quando Veronica il 9 settembre 2016, strinse per la prima volta tra le braccia il suo pargoletto, provò un tumulto di emozioni che solo una madre può comprendere”.

Quel momento di estasi svanì in breve tempo: “nelle prime ore della notte di quello stesso giorno ebbe un’ischemia cerebrale causata da un vertiginoso innalzamento pressorio che l’ha portata quasi in coma”.

“L’insorgere di tali complicazioni non fu imputabile alla paraplegia della giovane, che la costringe in carrozzina dall’età di dieci anni a causa di un incidente, bensì è riconducibile ad una patologia chiamata -Hellp-, di cui soffre l’8% delle donne in gravidanza, che si può manifestare durante la gravidanza, oppure durante il parto o dopo, cogliendo di sorpresa sia i medici che la neo-mamma”.

Fortunatamente tutto si risolse per il meglio: “oggi Veronica è mamma a tempo pieno e accudisce il suo bellissimo David. Per fortuna riesco ad allattare mio figlio. Trovo che sia un momento molto intimo dove si stabilisce un legame particolare tra madre e figlio”.

“Sicuramente il poter contare in primis, sull’aiuto del marito Fabio, in special modo durante la notte quando il bimbo necessità di attenzioni, e su quello dei nonni durante l’arco della giornata, rappresentano per Veronica, come per qualsiasi madre, un importante punto di riferimento”.

“Veronica, Fabio e David sono una famiglia felice come tante che cerca di far fronte al loro tran -tran quotidiano supportandosi a vicenda. Ciononostante l’opinione pubblica si sorprende ancora e rimane sgomenta se uno dei due ha una disabilità, perché non riconosce a quest’ultimo il ruolo di compagno/a e amante a tutti gli effetti, ma continua a vederlo solo come una persona malata da accudire 24h su 24″.

A tal proposito, Veronica racconta: “ogni gesto è percepito come una sorta di mutuo-aiuto da parte della società, in realtà si tratta di un atto d’amore nella sua forma pura e semplice. Per esempio quando ero incinta Fabio mi aiutava a vestirmi, oppure, quando dovevo effettuare la visita ginecologica, lui stesso mi prendeva in braccio per adagiarmi sul lettino, perché era troppo alto e non riuscivo a salirci da sola. Non per questo mi sento una donna incompleta o meno amata, anzi… noi donne desideriamo essere coccolate e così io ne approfitto come posso”.

“Benché di primo acchito questo bel quadretto familiare sembri l’immagine sdolcinata di un romanzo rosa, Veronica non nasconde le difficoltà incontrate di fronte alle titubanze iniziali di Fabio in merito alla sua disabilità (nonostante fosse attratto da lei) e che hanno fatto soffrire entrambi. Veronica e Fabio però, consci che la loro vita insieme non sarebbe stata facile, decisero ugualmente di non lasciarsi più e convolarono a nozze dopo soli tre mesi di fidanzamento”.

“Fabio e Veronica sono l’esempio di quanto la potente forza del vero amore, possa far superare qualsiasi difficoltà e avere il sopravvento sul pregiudizio. La natura di questo forte sentimento che unisce due persone, è tale da permettere di dar vita a una nuova creatura. Purtroppo però c’è chi sostiene che un genitore disabile non possa disporre dei mezzi di sussistenza necessari per poter accudire al meglio alla propria prole, per cui mettere al mondo un figlio risulta un atto egoistico”.

“Fino a prova contraria, un bambino ha bisogno prima di tutto dell’amore di una madre e non delle sue gambe. Senza contare che nel caso specifico di David, oltre a poter crescere in un nucleo familiare stabile, coeso, pervaso da tanto amore e calore, i suoi genitori sono assolutamente in grado di provvedere alle risorse economiche necessarie al fine di garantire la sua salute psico-fisica per gli anni a venire.

“Presumibilmente David durante le fasi della sua crescita, vivendo a stretto contatto con sua madre quotidianamente, imparerà a comprendere che l’insieme delle caratteristiche peculiari delle diversità di ciascuno, costituiscono un segno distintivo di straordinaria normalità che lo caratterizza, in quanto ha interiorizzato questa situazione già in tenera età. Da questo punto di vista, spesso sono gli adulti che, nel corso del loro cammino, non hanno mai avuto modo di approcciarsi con la disabilità e la percepiscono con malizia”.

“Le diversità di ogni tipo vengono percepite come tali in relazione alla prospettiva con la quale le si guarda e ci si approccia. Il poter raccontare queste storie offre l’opportunità di dar inizio a un cambiamento di visione in tutta la sua interezza”.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO