Gettonopoli alla “messinese” mentre la scure dei forcaioli impazza sui social, si pone la vera questione…

ESISTONO LEONI DA TASTIERA, CHE CREDONO DI AVERE COME MISSIONE, IL DOVER RIPULIRE LA CITTA'

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Ci siamo la sentenza su Gettonopoli è arrivata… ed è stato come uno “tsunami”.

Una mazzata tremenda che si è abbattuta sui consiglieri comunali coinvolti nella vicenda giudiziaria ormai nota a tutti .

Noi di Messina Magazine non siamo garantisti a senso unico…, non usiamo il doppiopesismo  come conviene, non usiamo il giornale per sbattere il mostro in prima pagina. 

Noi di Messina Magazine ci schieriamo dalla parte della giustizia ovviamente, ma giustizia intesa nella accezione più ampia del termine, giustizia vuol dire anche tre gradi di giudizio, garanzia dell’imputato, buon senso nell’applicazione della pena.

Ebbene, detto ciò è opportuno rilevare un fatto quantomai spiacevole non solo per le persone coinvolte, ma anche per chi legge “certi commenti” ovvero l’impazzare sui social de i cosìdetti leoni da tastiera… tutti coraggiosi, intransigenti, killer dalla pistola pardon tasto facile, e giù con la mazza ferrata chiedendo le teste di questi “scienziati del gettone” sparando a palle incatenate contro questi consiglieri in balia ormai dei social vere e proprie anticamere della forca caudina della giustizia, in barba ai più elementari principi di difesa dell’individuo.

Sia ben chiaro chi vi scrive tutto è tranne un estimatore politico di questo civico consesso anzi…, pubblicamente molti dei componenti del consiglio comunale di Messina li ritengo inadeguati al delicato ruolo che ricoprono, soprattutto in un momento storico durissimo come quello che sta attraversando la nostra comunità, altri invece li ritengo meritevoli di una stima intatta (ma son pochi).

Ed è proprio questo che vorremmo porre come vera questione di questa triste vicenda, ovvero quella morale.

Oggi più che mai dopo delibere votate, non votate, assenze clamorose su questioni importanti per la città, il triste teatrino della sfiducia, le accuse al veleno al sindaco salvo poi votare gli atti, o peggio ancora facendo opposizione sui social e non in aula, e via via sempre più giù.

Si dovrebbe dare un segnale forte facendo cadere giù questo consiglio, che storia alla mano è il più brutto di sempre.

Dimettersi non vuol dire essere colpevoli, vuol dire avere coerenza a attaccamento al vessillo cittadino, non dare l’idea al cittadino che si sta attaccati alla poltrona sempre e comunque alla faccia delle regole e della comunità, ma difendersi da liberi cittadini e legittimamente magari ripassare dal voto elettorale.

Tornando ai leoni da tastiera che credono di avere una sorta di missione a ripulire la vita pubblica di questa città, e moralizzare la politica cittadina, ricordate a voi stessi che dietro questi signori ci sono famiglie, figli piccoli, vite come le vostre e la giustizia non ha fatto il suo corso.

Fiandaca ribadiva : <<il populismo giudiziario non è diritto e i magistrati non sono tribuni >> Noi di Messina Magazine sposiamo .

Ad Maiora 

 

 

 

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