Nino Beninati (NCS – ME): “La Sicilia brucia e la Regione taglia del 50% i fondi ai presidi provinciali antincendi, ma sarebbe pronta a trovare i tre milioni necessari per il Parco dei Peloritani”

L'ASSESSORE CROCE PRENDA POSIZIONE

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L’ing. Nino Beninati, che recentemente ha sposato la causa di “NCS”, in una nota afferma: “la Sicilia brucia, quasi a tappeto, esattamente come ogni anno, come ogni estate. Questo avviene vergognosamente nella disattenzione politica della Regione che fugge dalle proprie responsabilità, nascondendosi dietro il dito dell’assenza di fondi”.

Così, Nino Beninati, coordinatore provinciale di Noi con Salvini, si esprime sull’emergenza incendi e specifica quanto segue: “la Regione, lamentando un buco milionario nel proprio Bilancio ha -tagliato i rubinetti- dei finanziamenti alle direzioni provinciali del servizio di prevenzione incendi, che loro malgrado, non riescono non solo ad organizzare personale e mezzi necessari in numero per fronteggiare l’emergenza dei fuochi boschivi, ma non hanno nemmeno le risorse minime per poter manutenere i mezzi, come autobotti e camion che rimangono fermi in deposito mentre l’isola va al rogo”.

“Ogni anno viene chiesto alle direzioni provinciali di inviare agli uffici regionali un prospetto spese preventivo, cercando di prevedere quelle che potranno essere le risorse economiche necessarie per fronteggiare l’emergenza estiva. Ebbene, quest’anno, complice l’inerzia dell’Assemblea Regionale Siciliana nell’approvare il Bilancio (quando si era promesso che mai più la Sicilia si sarebbe trovata a vivere in esercizio provvisorio) e il tanto ostentato deficit finanziario, i fondi richiesti dai nove servizi di prevenzione incendi stanziati sull’isola, sono arrivati con estremo ritardo, solo alla metà di giugno”.

“Ma non è tutto, la Regione ha deciso di assegnare solamente il 50% delle risorse chieste in preventivo, dimezzando, di conseguenza, le potenzialità di contrasto dei roghi, che stanno mandando in fumo kilometri e kilometri di boschi. Dinnanzi a questo dimensionamento drastico, pare più grave fra le nove province proprio per quella di Messina, come si concilia con la situazione attuale, la tanto agognata -tutela dell’ambiente- che è sacrosanta solo per costituire il Parco dei Peloritani, ma non lo è nella prevenzione del patrimonio boschivo dagli incendi?”.

Per Beninati, vi sono gravissime responsabilità politiche in tutto questo: “com’è possibile lasciare le autobotti in garage perché non vi sono soldi per mantenere in piedi il servizio e poi si è pronti a finanziare la costituzione di un Parco che costerebbe, in base alle stime, circa 3 milioni di euro a regime? Non sarebbe stato meglio -tirare fuori dal cilindro- queste risorse milionarie per tutelare ora quest’area che va a fuoco, anziché gridare alla miseria per poi destinare questo cospicuo gruzzoletto per creare un ente del quale non v’è alcun bisogno, al solo scopo di creare Consigli di Amministrazione nei quali -sistemare- uno sparuto gruppo di “ambientalisti di comodo?”.

“No, il Parco dei Peloritani non serve proprio a nulla se non a creare l’ennesimo carrozzone politico; non serve proprio a nulla se quegli stessi territori che si vorrebbe tutelare poi vengono sistematicamente lasciati ardere, e questo- continua il coordinatore provinciale di Noi con Salvini – la dice davvero lunga sulle reali intenzioni di sta dietro il progetto del Parco”.

“Quindi – conclude Beninati– invito l’assessore regionale al Territorio ed all’Ambiente, Maurizio Croce, quale delegato alla costituzione dei Parchi, nonché alla compagine antincendi dei boschi, a voler occuparsi di tale problematica e, quindi, prendere una posizione netta alla luce di quanto detto sulla costituzione del Parco dei Peloritani”.

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