ACR: la cronaca, di… un fallimento… sportivo

CLAMOROSA DEBACLE, IL MESSINA GETTA LA SPUGNA

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Il Messina calcio non c’è l’ha fatta, perde la C e anche la faccia .

Il quadro odierno diventa tristemente uno specchio della Messina civica; una disfatta tremenda la quale non fa altro che da contraltare alla triste situazione in cui versa la nostra città…, con una sostanziale differenza ovvero, mentre la Messina sportiva oggi ha subito un colpo ferale, la Messina cittadina sembra invece apatica, paradossalmente dotata di “anticorpi” (per usare un termine caro al nostro sindaco ) a qualsiasi tipo di reazione..! 

Tra assessori che vivono sulla luna, un Consiglio Comunale con una faccia di bronzo da oscar, e una classe politica di basso profilo, la città annaspa nelle sabbie mobili della mediocrità… ma questo è un altro film di cui parleremo in un altro pezzo appositamente dedicato .

Tornando alla vicenda ACR vogliamo innanzitutto ringraziare quei professionisti messinesi, che ci hanno messo la faccia in questa bruttissima pagina del calcio messinese, cercando di salvare la nave e non farla affondare… con tutte le forze e con attaccamento al vessillo giallorosso un nome su tutti l’avvocato Massimo Rizzo il quale con altri bravi professionisti si è battuto come un leone per cercare di salvare il salvabile, e questo lo scriviamo con contezza.

Il vero responsabile di questa triste fine è uno solo, ovvero il nocchiero della nave ACR alias Franco Proto. Noi non partecipiamo a linciaggi social, ma con molta serenità poniamo una semplice riflessione partendo proprio dalla lettera del presidente che ricordiamo è stato accolto con tutti gli onori..!

Ebbene oggi parlare di due direttori generali, quattro direttori sportivi, e così via… parlare di debiti ingentissimi non esime il presidente da una critica forte da parte nostra, ovvero l’erroraccio che proprio non si può comprendere è quello di non essere stato del tutto trasparente, apparendo addirittura ambiguo per certi versi..!

 A parer nostro, due cose:

1)non doveva prendere in mano una società alla deriva e priva dei requisiti necessari per farla ripartire, non poteva pensare di sperare nell’aiuto di un qualsiasi imprenditore, il Messina lo ha preso lui non l’ha obbligato mica nessuno..!

2)buttare adesso la croce sulle gestioni scellerate delle precedenti proprietà, oggi suona malissimo. Proto probabilmente ha ragione a parlare di gestioni opache, ma non poteva pretendere che debiti li pagassero i tifosi! Allora non doveva prendere in mano il timone di una Nave sgangherata che non è arrivata al porto dell’iscrizione alla lega Pro, ed è affondata nelle acque dei mari stracuzziani.

Questo purtroppo è il triste epilogo di un brutta pagina di calcio e Lei presidente non c’è ne voglia ne è responsabile come gli altri da un punto di vista sportivo, economico, e organizzativo, sul punto escludiamo la mala fede per manifesta incapacità.

Perche’ presidente se questa era la “zita” lei non doveva neanche mettere mani a quel timone, invece prendendolo in mano se ne’ assunto la responsabilità di aver fallito dinanzi agli eroi dei 1110 abbonamenti e dinanzi alla città.

E’ troppo facile spararla sulla città immobile, supina ecc. cosi’ si rischia di tornare agli anticorpi… della prima parte di questo articolo… e ripetere la solita manfrina tutta “messinese” dell’autolesionismo.

Lei se non era in grado economicamente di poter sostenere una situazione così complessa non doveva accettare la sfida, il resto è fuffa.

Con questo non vogliamo crocifiggere Proto, ma solo esercitare un legittimo pensiero condito da tanta amarezza.

 

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