Siracusa: è possibile, uscire dalla spirale di terrore

CONTATTANDO IL CENTRO ANTIVIOLENZA: "LA PRIMA ISOLA"

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Dopo gli efferati episodi di femminicidio verificatisi nelle ultime ore, è importante poter sapere che dalla violenza si può uscire.

Dal blog “www.lavoglialapazzia.it”, della pedagogista Roberta Di Pietro, apprendiamo che: “Carla, Marinella, Luana, Angela, Roberta, Vanessa, questi sono solo pochi nomi di quelle donne che non possiamo dimenticare. Potremmo farne altri come Vania, Gloria, Elisabeth, Stefania, Giulia, Rosamaria. Negli ultimi 10 anni le donne uccise in Italia sono state 1.740. Nel 2016 il Nord ha totalizzato un numero di vittime pari a 62, il Sud 31 ed il centro 23. Queste sono cifre agghiaccianti, ricollegabili a quelle famiglie devastate, a quei figli che ormai orfani, hanno perso la madre per colpa del padre o del compagno assassino. Vi è già una proposta di legge per tutelarli, come per le vittime di reati gravi come la mafia, il terrorismo o inquinamento ambientale da amianto. Come cresce il numero delle donne uccise purtroppo aumenta anche quello dei ragazzi che perdono in pochi attimi la madre”.

Il centro Antiviolenza: “la prima -isola- è una struttura sociale che si occupa di offrire diversi servizi, come quello di assistenza telefonica, colloqui diretti con la persona ed ospitalità, ubicata in entità protetta chiamata -casa rifugio-. Questi centri ospitano sia donne vittime di violenza che i minori coinvolti nel percorso di uscita dalla stessa”.

“1522 – TELEFONO ROSA, è un numero di Pubblica Utilità che offre servizi di accoglienza telefonica attivo 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, rivolto alle vittime di ogni forma di violenza”.

Nella foto, la presidente del Centro “La Nereide”, Adriana Prazio.

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