Maria Bernabeo(RM): “L’uomo totalmente discriminato”

"IN UN PAESE CIVILE, SI DOVREBBE AIUTARE TUTTE LE PERSONE CHE VIVONO UN DISAGIO, A PRESCINDERE DALL'APPARTENENZA DI GENERE".

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La dottoressa Maria Bernabeo (psicologa), in relazione agli ultimi episodi nei quali 5 donne sono morte per mano di chi conoscevano molto bene, scrive: “nel giugno 2017 tre uomini sono stati vittime della violenza delle rispettive compagne, di cui uno è morto. Ma tutto è stato deliberatamente insabbiato – taciuto. Purtroppo constato sempre più che ampio spazio viene dato sul femminicidio omettendo ciò che subiscono molti uomini all’interno delle mura domestiche”.

“Da anni si è mossa deliberatamente una guerra indiscriminata contro il genere maschile. Ritengo che sarebbe molto più corretto parlare di violenza in termini universali, rispettando la dignità della vittima a prescindere dal sesso della vittima, sarebbe un percorso corretto per riabilitare la figura maschile, umanizzarla, considerando gli uomini semplicemente come persone, vittime anch’esse della violenza femminile come le donne lo sono da parte inversa, questo porterebbe ad abolire la definizione di mostro. Questa discriminazione ha generato un odio verso il genere maschile, che lo cogliamo leggendo i commenti lasciati su articoli riguardanti la violenza subita dagli uomini”.

La violenza possiamo dividerla in due tipi: “violenza illecita e violenza lecita. La violenza illecita è quella che viene attribuita agli uomini e che viene marcatamente punita e additata senza verificare se questa violenza sia reale o frutto di una menzogna o di una vendetta. La violenza lecita è quella che ogni donna può esercitare verso l’uomo, che viene sempre giustificato, suddetta violenza viene tradotta come una giusta risposta ad un comportamento maschile”.

“A volte si leggono o si sentono giustificazione verso donne che hanno ucciso i loro compagni, si è pronti ad affermare –chissà quella poveretta quanto ha subito per fare un gesto del genere-. Ci troviamo di fronte ad un vero e marcato cambiamento culturale che sta influenzando la società e le istituzioni”.

Concludo, affermando che: “in un paese civile si dovrebbe aiutare tutte le persone che vivono un disagio a prescindere dall’appartenenza di genere”.

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