Cronaca, dall’Alta “Val di Non”: prende a schiaffi il bambino (suo figlio)

TANTO E' DISABILE PSICHICO

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tratto, da: “www.pernoiautistici.com”.

“Una lettrice del quotidiano trentino -L’Adige-, segnala al direttore, tramite la rubrica di lettere e commenti, un episodio che l’ha sconvolta e di cui è stata testimone in un negozio di abbigliamento nell’Alta val di Non”.

“Vedo un turista che prende il figlio (forse 8 anni) lo tiene giù in ginocchio e lo colpisce ripetutamente sulla guancia destra con violenza diverse volte, poi lo tira su e lo sculaccia con forza. Il bambino senza piangere, cosa che non è normale, siede per terra con la testa bassa, si tiene la mano sulla guancia colpita nell’indifferenza generale. La madre non è intervenuta”.

Solo dopo poco il bambino reagisce: “il piccolo si alza, va dal padre e lo prende a pedate, che provocano al padre altra violenza, questa volta rivolta al collo del figlio”.

La lettrice non ne può più di assistere a quella scena e interviene per dire a quel padre che un bambino non si tratta con tutta quella violenza soprattutto, non si picchia sulla faccia, la risposta lascia allibiti: “mi risponde il padre che è un bambino disabile, la madre aggiunge psichico, come se questo fosse giustificabile…”.

“Qui finisce la storia. Una storia di gente brutale e soprattutto ignorante. Ignorante e colpevole al punto di immaginare che un figlio neuro diverso possa essere trattato solo a botte, come nemmeno più a un somaro sarebbe consentito fare. Indignarsi è facile, come è facile sentirsi buoni di fronte a questa coppia di trogloditi, ma andiamo oltre la facile riprovazione collettiva e cerchiamo di riflettere dove veramente sia l’abominio di questo fatto, che non dovrebbe verificarsi in nessun paese civilizzato”.

“Il padre picchia il figlio disabile, il bimbo nemmeno piange perchè il suo stato probabilmente ha una soglia del dolore molto elevata (tipica di soggetti nello spettro autistico) infatti la signora intuisce subito che quel comportamento -non è normale-. Reagisce con aggressività a freddo poco dopo, e il padre risponde mettendogli le mani al collo. E’ evidente che quella è la norma del -trattamento- che quell’uomo reputa giusto per arginare i comportamenti problema del figlio”.

“La coppia ha avuto una diagnosi sullo stato del figlio, tanto che lo definiscono -disabile psichico- è probabile che abbia pure la 104 se il suo stato è dichiarato così apertamente dai genitori. E’altrettanto probabile che comunque un medico, un neuropsichiatra, un esperto del campo della disabilità abbia almeno una volta visto quel bambino se la disabilità psichica gli è stata diagnosticata. Alla luce di questo non ci si può che domandare come mai nessuno, dalla Sanità alla Scuola, si sia preso in carico il destino di questo bambino per un percorso abilitativo coerente con le sue esigenze?”.

“Che i genitori siano completamente all’oscuro dei problemi del figlio e delle modalità di intervento mi sembra palese, ma possibile che ancora possano esserci sacche di sottosviluppo culturale così evidenti e così trascurate? Possiamo anche lanciare una campagna di social arrabbiati all’indirizzo dei due energumeni denunciati dalla lettrice dell’Adige, il destino di quel bambino nelle loro mani non è certo felice, non tanto per gli schiaffoni, ma perché se quello è il trend familiare, il piccolo disabile psichico presto da figlio si trasformerà in una retta e sarà relegato in qualche posto dove gli schiaffi forse li prenderà lo stesso, ma per di più a spese dello Stato”.

“Non è che strillando all’indirizzo dei due, che sicuramente ci suscitano solo raccapriccio, ci sentiremo assolti tutti noi che tolleriamo una così pesante indifferenza istituzionale verso una reale e diffusa cultura della neurodiversità. Pensiamo quegli schiaffi palesi solo il trailer di un film, quello che si sorbiranno i nostri amatissimi ragazzi autistici per tutto quel pezzo della loro vita cda trascorrere senza noi che guardiamo loro le spalle”.

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