Nelle valutazioni delle “Capacità genitoriali”, disposte dai tribunali

CONSULENZE POCO CHIARE, SUL PIANO DEONTOLOGICO

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La dottoressa Maria Bernabeo (psicologa) di Roma, in relazione ai casi di valutazione delle “Capacità genitoriali” con i quali si è confrontata ha avuto modo di riscontrare alcune criticità.

In una nota, scrive: “verificando gli elaborati di alcune consulenze tecniche sull’idoneità genitoriale fatta su coppie diverse mi sono trovata a verificare che gli elaborati e i risultati testo logici hanno sempre gli stessi indici e conclusioni. Che il mondo sia pieno di persone particolari lo so ma trovare le stesse caratteristiche e gli stessi risultati testo logici mi sembra un po’ strano, qui non abbiamo il riscontro di una patologia organica che bene o male hanno caratteristiche simili qui vengono esaminati soggetti attraverso pseudo colloquio clinico e test proiettivi (che facilmente possono essere manipolati)”.

Leggendo questi elaborati, mi sono chiesta come sia possibile rispondere ai quesiti del giudice sempre allo stesso modo: “Il signor x è sano ma con i suoi atteggiamenti produce risposte distorte della signora x . L’atteggiamento incriminato del signor x sono messaggi inviati più volte durante la giornata o chiamate poiché non si hanno notizie del/dei minori. Oppure volutamente si evita di prendere gli accordi per poter far stare il figlio con il padre, questo comporta ansia, rabbia, stress del signor x”.

“Che viene sempre valutato per un aggressivo e nei peggior dei casi come un violento che produce violenza domestica. Tutto ciò che ho appena detto fa si che nelle pagine e pagine di relazione si legga che questo atteggiamento è un elevatore della patologia della signora x, gli stessi risultai dei test che per il signor x sono nella norma mentre per la signora x indicano in essere un comportamento patologico, il comportamento patologico non è causa di problemi della signora ma sono sempre causa di una vissuto di coppia tormentoso il tutto sempre imputabile al povero signor x”.

“I grafici dei test esaminati presentano una elaborazione dei dati distorta e di dubbia validità, si continuano ad utilizzare test che per il clinico potrebbe andare ma per il giuridico molti paesi hanno rivolto la propria attenzione su altro, il voler rimanere ancorati a sistemi superati mi fa intendere che sia per semplice convenienza a discapito di chi è sottoposto a queste indagini. Uno dei test incriminati è il RORSCHACH. Dagli allegati trovati in queste consulenze si denota che i perizianti sono sottoposti ad un circuito di prove che servono unicamente a far sì che la teoria di partenza la signora x è patologica ma la sua patologia o i suoi comportamenti devianti sono il risultato del comportamento aggressivo del marito; questa eccellente deduzione comporta un esborso economico alquanto gravoso, per non concludere nulla poiché dopo la perizia tutto resta come prima o a volte il signor x viene totalmente allontanato dal/dai figli”.

“Ma la beffa continua poiché vengono richiesti i servizi sociali, devono sottoporsi ambedue a percorsi di supporto alla genitorialità oppure l’intero nucleo quindi anche i minori che risultano anche loro dalla vicenda vissuta disturbati in terapia, terapia fatta fare da qualcuno che fa parte della loro organizzazione. Posso dire che ad oggi questi sistemi scarsamente clinici, stanno dando ampio spazio a situazioni che non tutelano nessuno ma ancor peggio i minori”.

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