M5S-Umbria: affido minori e strutture d’accoglienza, il caso nella Regione

VICENDE POCO CHIARE, SULLE QUALI MANTENERE ALTA L'ATTENZIONE

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Articolo, tratto da: “http://www.m5sumbria.it”. La senatrice Enza Blundo, nei giorni scorsi ha verificato di persona la situazione esistente presso alcune strutture di accoglienza della Regione Umbria.

“Il Movimento 5 Stelle è in prima linea in tema di affidi dei minori anche alla luce di recenti scandali occorsi nella nostra regione. Gli affidi sono una forma di garanzia a tutela del minore, ma non sempre le cose vanno per il verso giusto”.

“Le strutture di accoglienza devono garantire personale altamente qualificato e autentica competenza, ancor di più a beneficio di minori diversamente abili, ma non sempre è così in Umbria. Eppure, specialmente in casi simili, le istituzioni hanno piena responsabilità del percorso rieducativo e assistenziale del fanciullo”.

Ci sono stati, invece, troppi casi di strutture completamente inadeguate, tra controlli carenti e opachi affarismi da spazzare subito via: “è il caso Umbria”.

“Ed è per questo che abbiamo organizzato una conferenza stampa sabato 22 luglio presso la sede dell’Assemblea Legislativa umbra a Palazzo Cesaroni a Perugia in cui abbiamo trattato delicatissimi temi. Con la presenza della vicepresidente della Commissione Adolescenza e Infanzia del Senato della Repubblica, sen. Enza Blundo, i portavoce regionali dell’Umbria e del Comune di Perugia, con l’intervento di Loredana Greco, delegata dell’Associazione Colibrì per Lazio e Umbria”.

Le strutture di accoglienza devono garantire personale altamente qualificato e autentica competenza, ancor di più a beneficio di minori diversamente abili. Ma non sempre è così in Umbria: “nel corso degli anni ci sono stati troppi casi di strutture completamente inadeguate, tra controlli carenti e opachi affarismi. Una struttura in particolare ha operato senza avere i requisiti necessari. La nostra richiesta è che venga fatta piena luce su tutto quanto accaduto intorno al -Piccolo Carro-. Se non ci sono le autorizzazioni necessarie, queste strutture devono essere chiuse, e i minori devono essere collocati nelle strutture idonee per offrire loro i servizi di cui hanno bisogno. Aspettiamo che la magistratura completi le indagini in corso, auspicando che faccia altrettanto anche la Guardia di Finanza, visto che nei bilanci della cooperativa emergono elementi anomali”.

“Le rette che vengono pagate al Piccolo Carro sono di circa 380 euro al giorno più iva, quando la media nazionale è di circa 120 euro al giorno. Inoltre il volume d’affari della cooperativa è di circa 5 milioni di euro l’anno. Come M5S -vigileremo affinché il nuovo regolamento, che già è stato preadottato in Giunta, preveda delle censure per i soggetti che richiedono le autorizzazioni e che devono avere i requisiti morali e etici per gestire queste strutture, soprattutto quelle che si occupano di minori-. Senza dimenticare il ruolo della Garante per l’infanzia regionale e sui suoi -conflitti di interesse in questa vicenda-, Lo scorso 30 giugno, insieme a Liberati e alla senatrice Blundo, è stato fatto un sopralluogo nella struttura che ha evidenziato -numerose criticità-“.

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