Venezia: il ragazzino effeminato, non sarà allontanato dalla madre

LA CORTE D'APPELLO MINORI, HA SOSPESO IL PROVVEDIMENTO EMESSO IN PRIMA ISTANZA

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Il Tribunale dei minori di Venezia, nei mesi scorsi aveva disposto il suo allontanamento dalla famiglia perchè gli si addebitavano atteggiamenti “femminili” appresi dalla convivenza con la madre e le sorelle, questo è ciò che è accaduto ad un ragazzino 13enne del padovano. Dopo una estesa azione legale iniziata a seguito dell’emanazione di quell’abnorme provvedimento giudiziario di prime cure, così come dopo che i fatti hanno avuto eco a livello nazionale è giunto oggi un importante avvenimento.

Infatti, l’appellata Corte d’Appello minori del capoluogo di Regione, ha ribaltato la decisione dei colleghi di primo grado, accogliendo il ricorso presentato dalla madre attraverso il suo legale (uno dei più importanti in Italia), l’avvocato Francesco Miraglia.

Miraglia, sottolinea che: “il dispositivo adottato per separare il minore, si basava su relazioni dei Servizi Sociali vecchie di cinque anni (presentate dalle assistenti) quando il soggetto aveva 8 anni. Così, all’udienza dello scorso 8 agosto, non ho prodotto nuove prove, nuove testimonianze, nuove relazioni, ma ho portato direttamente l’adolescente stesso, per far vedere a chi di dovere il grave errore cui sarebbero potuti andare incontro se avessero confermato l’atto in precedenza emesso”.

Il legale, prosegue: “i magistrati, si sono quindi resi conto che la situazione era mutata, non essendo più quella descritta nell’elaborato delle professioniste del Servizio Sociale competente, le stesse avevano già pensato di trasferire il ragazzo in una comunità del trevigiano subito dopo ferragosto”.

Com’è iniziata la vicenda – A maggio scorso, alla madre giungeva una comunicazione contenente l’emanazione del Tribunale dei Minori del capoluogo veneto, attraverso la quale si evidenziava il decadimento della responsabilità genitoriale sul figlio, in base ad una relazione consegnata dai funzionari delle Politiche Sociali territoriali. Nella stessa, si consigliava un percorso all’esterno del nucleo familiare da far intraprendere al giovane. La donna quindi non scoraggiatasi, ha reclamato presso la giurisdizione di secondo grado quanto ricevuto, ed oggi gli aditi hanno sospeso il decreto dei giudici di prima istanza.

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