Smartme poco light?

L'INTERESSE, E' CHE LE COSE PROMESSE E FINANZIATE SIANO FATTE E FATTE BENE

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di Simone Barbaro

Squillo di trombe e rullo di tamburi, i quotidiani della città diffondono a tutti “megabit” del video Messina Smartcities prodotto da cnet.com e curato dal giornalista Ian Sherr (qui), l’articolo esalta il progetto SmartMe che ha la potenzialità di rendere la città dello stretto tra quelle più progredite nel settore delle tecnologie finalizzate all’uso ottimizzato del territorio urbano (Smartcity).

Il prof. Puliafito, dell’Unime, è direttore del progetto smartMe-Io e promotore di un crowdfunded che ha raccolto 34.132,00€ che è oltre il doppio dell’obiettivo dichiarato €15.00,00 (qui).

Direbbe Carlo Lucarelli nella sua rubrica, dove ricostruisce fatti che spesso si tingono di -Giallo-: “ecco, fermiamoci e facciamo un poco d’ordine. Messina è una città che non brilla d’efficienza e che sembra disinteressarsi del proprio futuro, eh mettiamolo da una parte. Poi prendiamo un professore che porta avanti un progetto da metropoli all’avanguardia e raccoglie 34mila euro per i sensori. Adesso uniamo le due storie e…”.

Il progetto #SmartME nasce dalla volontà di un gruppo di ricercatori dell’Università di Messina e viene reso pubblico nel 2015, ufficializzato nei locali dell’Università dove erano assenti il magnifico e il sindaco, l’anno di Grazia 2015 il 28 Aprile ore 10.30. La Stampa locale non è sembrata molto attenta e reattiva alla presentazione del progetto ma ha -sparato- tra internet e carta stampata molta enfasi, forse un cliché di meraviglia a scoppio ritardato tipica dell’informazione pilotata.

In una città come Messina si vive o meglio si sopravvive a molte problematiche Amministrative, Sociali, Economiche, Politiche, Etiche, la nostra città ha tutti i parametri statistici-sociali per potersi definire “vulnerabile”, il futuro prossimo del territorio Zancleo è a rischio, strumentalizzare eventi, avvenimenti, catastrofi lo rende ancora più debole.

Questo caso, della SmartCity, ha una logica conseguenziale forse troppo atipica, non è detto che non sia possibile anzi al contrario dobbiamo ammettere che oggi con 35mila euro ti compri una vettura utilitaria familiare accessoriata europea pagandola in contante e per effettuare un progetto innovativo quella cifra ti serve per comperare il materiale e gestire gli strumenti. L’alternativa è pagare poco chi lavora e che i dirigenti (quadri) siano a carico di un altro Ente.

Infatti la trasparenza è un elemento di base dell’Innovazione, intesa come Valore Diffuso e Condiviso, mettere nei propri siti l’informazione economica (costi e finanziatori) dei progetti innovativi ha una valenza fondamentale per condividere preventivamente i benefici del miglioramento sociale che la Tecnologia Intelligente può dare al territorio, inoltre attira nuovi investitori. Chi mastica un pochino di IoT, I.T, Smart Technologies, R&S, chi più ne ha più ne metta, conosce le potenzialità e i limiti dell’impostazione Smart se è contestualizzata alle strutture “vulnerabili” di una città come Messina, dove i giovani scappano e i perni delle “cerniere sociali” sono traballanti, si chiama divisione tecnologica.

Il contesto sociale attuale di gran parte del Mondo, caro mio freetibet, richiede molte virtù ai soggetti che governano le città e più che spirituali, devono orientarsi alla conoscenza, efficienza d’impatto durevole e economicità, non a pochi soldi, con il coinvolgimento di investitori privati che hanno bisogno di interfacciarsi con persone competenti e di normale fattezza.

Nel nostro caso il Comune stesso potrebbe finanziare un progetto di Smartcity, utilizzando gli investimenti PONME, nel capitolato di spesa ME1.1.1.f denominato MeSM@RT, 2.000.000,00€ che potrebbero essere destinate all’Ateneo per i suoi progetti.

Tornerebbe a dire Lucarelli: “ma questo è un altro fatto”. Poco ci interessa a noi cittadini e a me principalmente che vivo fuori, se nei conti “ballano” un milione di euro in più o in meno, quello che interessa è che le cose promesse e finanziate siano fatte e fatte bene, garantendoci un futuro trasparente, sicuro e di sviluppo.

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