Emma De Maria, sulla morte di Oliver: “Messina è una terra di merda come il Trentino”

IL CAVALLO A TRAINO DI UNA BOTTICELLA, ADIBITA AL TRASPORTO DEI TURISTI

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Emma De Maria, unisce la sua passione ed il bene che prova per gli animali con il suo saper scrivere (data la professione che svolge) ed in un post su facebook, sulla morte del -cavallo- Oliver evidenzia: “è morto di fatica, è morto di stenti. È morto per il sollazzo, il trastullo, la sfrenata cupidigia di turisti alla spasmodica ricerca di una vacanza da non dimenticare”.

“Una vacanza che #Oliver non ha mai conosciuto; costretto a compiere sotto il sole cocente centinaia di chilometri ogni giorno, senza sosta, mentre i suoi sfruttatori, comodamente seduti in carrozza o a casetta, riparati dal sole, come parassiti si nutrivano dei suoi sforzi, succhiandone avidamente la vita. Quella vita che, se diversa da quella umana, non vale niente; perché se non sei nato umano, come ho scritto qualche anno fa in un mio articolo, non hai il diritto di vivere”.

“Se non sei un umano, la tua carne, il tuo sangue, le tue membra, la tua libertà, il tuo dolore possono essere ignorati, calpestati, sfruttati, derisi, perché tu non vali niente. Il caldo, la sete, la fame, la fatica. Il cuore che accelera e sembra scoppiare nel petto, il respiro che arranca, la gola che si contrae nel tentativo spasmodico di tornare a respirare, la saliva, simile a colla per l’arsura, che cola sino alle ginocchia, le gambe che tremano ad ogni passo, la vista che si annebbia, mentre tutto intorno diventa buio, nero… come la morte”.

Niente muove a compassione i tuoi aguzzini, i tuoi sfruttatori, i tuoi carnefici: “perché tu, che non sei un umano, non vali niente. Sei morto per l’avidità di una specie animale (quella definita umana); sei morto per la sua ignoranza, spacciata per superiorità e intelligenza, per il suo pernicioso legame con il dio denaro”.

“Quel denaro che ha gonfiato le tasche dei tuoi carnefici, quel dio denaro sul cui altare hanno immolato la tua vita. Hai provato a restare saldo sulle tue gambe, a muovere un passo e ancora un altro, ma sei crollato, la vita ti ha abbandonato. Eri stanco, Oliver, stanco di tutto e in fondo – ti sei detto – questa agonia sarà la mia ultima sofferenza”.

Emma, termina dicendo: “in questo Medioevo che è #Messina, non esiste un regolamento, non esistono sanzioni, non esistono controlli. Messina è una terra di merda, come il Trentino. E se il vostro orgoglio messinese si sente ferito, offeso, non me ne frega niente. Orgoglio… se almeno sapeste cosa significa..! #tutticolpevoli #emmademaria”.

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