A Pedara (CT), la Casa famiglia: “Oasi della Divina Provvidenza” [Video]

LA STRUTTURA, CREATA DA GIUSEPPE MESSINA, NELLA QUALE LAVORANO I CONIUGI BARBARA E RICCARDO

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A “Casa di Silvia”, lo spazio curato a “La Vita in Diretta” da Silvia Salemi, quest’oggi si è dato spazio alla storia di Barbara e Riccardo che lavorano a Pedara (CT) presso una delle tre case famiglia dell’Oasi della Divina Provvidenza. Si tratta di strutture, nate grazie alla volontà di Giuseppe Messina.

Vengono ospitate attualmente circa novanta persone, fratelli per scelta. Tra loro, uomini e donne che per motivi diversi sono finiti ai margini della società. Senza fissa dimora, soggetti affetti da disturbi psichici, tetraplegici quì hanno una famiglia.

Riccardo e Barbara, si occupano della cucina e di tutte le pratiche burocratiche, dei medicinali e permessi, oltre che assistere i disabili e ad una domanda di Silvia su chi è emarginato separatamente danno la loro risposta.

Roberto, sostiene: “gli ultimi, sono tutte quelle persone che rimangono indietro, per tanti motivi. La vita, li ha messi un pò da parte, quindi possono essere quelli rimasti in strada senza una casa, le persone che vengono da famiglie difficili. Le persone degli sbarchi, che cercano di rifarsi una vita, Chi rimane in sedia a rotelle…, sono tanti, tante le motivazioni e bisogna far si che non rimangano più indietro”.

Mentre, Barabara sottolinea: “sono tutti coloro, che hanno perso una speranza. Noi cerchiamo di ridarla, di ridare amore. Di ridare loro una famiglia, in un contesto familiare appunto”.

Alcuni di loro sono stati schiavi, schiavi del nostro tempo, usati e sfruttati. Quì in Comunità, hanno la possibilità di scontare una pena alternativa. Il lavoro, restituisce loro dignità.

Giuseppe, dice: “la regola principale, da cui parte ogni tipo di educazione che noi facciamo è la regola dell’amore. Tu vai all’altro, amando l’altro. Cercando di vedere, i bisogni dell’altro. Non pensare, che non lo puoi aiutare. Purtroppo oggi, non siamo abituati a fare le cose più piccole di questo mondo, anche a dare un bicchiere d’acqua”.

A fermarci con la macchina al semaforo, a vedere qualcuno che è rannicchiato per terra, nessuno si arresta: “lo allontaniamo, mamma mia… quello puzza, non si ferma nessuno, invece dietro c’è sempre una persona che va attenzionata. Nessuno mai, può capire quello che avviene tra la persona che è aiutata e la persona che aiuta. Si invertono le parti, ironia della sorte, quello che doveva essere aiutato aiuta quella persona che invece lo stà aiutando”.

Sofia e gli altri, lavorano nell’ultimo Progetto nato “Terra viva” Cooperativa sociale con una pizzeria ed un centro ricreativo per bambini normodotati e con disagi. L’obiettivo, è il reinserimento nel tessuto sociale.

L’architetto Ivana Laura Sorge, afferma: “diverse sono le attività, che dobbiamo appunto creare come il ripristino dell’attività di ristorazione-pizzeria che renderemo però sociale. Poi, altre attività che introdurremo saranno legate ai bambini. Bambini speciali, che hanno delle particolari patologie. Stiamo elaborando con l’assistenza di psichiatri, dei giochi adatti che installeremo sia negli spazi all’aperto ma anche all’interno dell’edificio”.

Pubblicato da Filippo Pansera su Mercoledì 16 agosto 2017

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