Maurizio Licordari (ME): “Mi permetto di farvi notare, che anche solo ipotizzare il licenziamento di un dipendente comunale (indipendentemente dal ruolo che svolge) per eventi di questo tipo è surreale”

IN RIFERIMENTO, ALLE ESTERNAZIONI DELL'ARCHITETTO NINO PRINCIPATO

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Maurizio Licordari, giornalista, figlio d’arte che con bravura si è imposto in un delicato settore come quello dell’informazione, a prescindere dal cognome paterno tanto rilevante, scrive su facebook: “sarei stato volentieri in silenzio. Ma visto che ne parlano tutti, mi permetto di farvi notare che anche solo ipotizzare il licenziamento di un dipendente comunale (indipendentemente dal ruolo che svolge) per eventi di questo tipo è surreale”.

“Senza entrare nel merito dei contenuti (che distraggono sulla sostanza della faccenda e che peraltro poco mi interessano), Nino Principato ha espresso una libera opinione su una o più scelte di carattere POLITICO di un’Amministrazione comunale. Il suo datore di lavoro non è l’Amministrazione, non lo ha assunto il sindaco (come un esperto o un assessore) ma ha vinto un concorso per lavorare per il Comune”.

“Lui ha, dunque, l’obbligo di non ledere l’immagine del Comune, non certo l’obbligo di fedeltà e allineamento alle idee di chi guida l’Amministrazione. Se così non fosse, significherebbe che un sindaco (comunque si chiami) diventa padrone del destino di ogni persona che lavora dentro gli uffici comunali”.

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