Ad “Amore Criminale”, Vasco Guidi e la sua storia

QUANDO, LA SUA EX GLI DISSE: "TI AMMAZZO E MI LIBERO DI TE"

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Il 14 maggio 2014 Serena Checchi, per vendicarsi del suo ex compagno Vasco Guidi, gli esplose contro 6 colpi di pistola calibro 6.35, mentre con loro si trovavano i due figli che con il padre stavano trascorrendo alcune ore in campagna. L’autrice del folle gesto, non si era rassegnata al termine della loro relazione.

Scampato al tentato omicidio, Vasco Guidi ricorda che: “mentre mi scaricava addosso il caricatore mi ha ricordato che me lo aveva promesso. Negli sms molesti, mi diceva -Ti ammazzo, tanto un anno di galera e sono fuori. Presto mi libererò di te, è una promessa-“.

Dunque, ad “Amore Criminale”, la trasmissione di Rai 3 vengono raccontati casi senza fare distinzione di genere. Per addentrarsi in un mondo, raccontando l’amore che diviene rabbia, gelosia, rancore e non di rado sfocia nella vendetta di chi si sente rifiutato, ed armi in pugno si fa giustizia da sé. Tutto questo, è il programma condotto da Asia Argento.

Il profilo di Vasco Guidi

Tre anni fa, quando si verificarono i fatti, Vasco Guidi aveva 42 anni. Proveniente dalla provincia di Pistoia, era caporeparto del settore ortofrutta presso un supermercato. Genitore di due figli, che il drammatico giorno in cui avrebbe potuto perdere la vita, avevano 8 e 5 anni, nati dall’unione con Serena Checchi, un legame conclusosi nel 2011, quando l’uomo dopo essersi reso conto che entrambi fossero diversi caratterialmente, avendo la sensazione che S.C., le fosse spesso estranea, inizia una nuova storia d’amore più appagante con una collega.

Chi è Serena Checchi, la donna che sparerà a V. G.

Nel 2014, S.C. aveva 37 anni. Commessa anche lei, come V.G., nello stesso esercizio commerciale di Buggiano, addetta al reparto pescheria. La definizione che gli amici davano della donna, era quella di “una persona dolcissima e innamorata dei suoi bambini”. La fine della relazione con Vasco Guidi, un rapporto nel quale aveva investito e messo tutta sè stessa, le aveva provocato una rilevante sofferenza. Spesso su Facebook, scriveva esplicitamente del proprio desiderio di sentirsi di nuovo importante per qualcuno e poter trovare un nuovo amore.

Le tre fasi del legame: “l’amore, il tradimento e le liti per l’affidamento dei figli”.

Quando i due si conobbero, Vasco era reduce da una separazione, mentre lei impegnata con il suo fidanzato progettava di andare a convivere con l’allora compagno. Fra loro sembra essere scoppiata una scintilla, quindi poco dopo Serena lascerà il suo fidanzato per dare inizio ad una relazione con V.. Quando si accorgeranno, di aspettare un bambino, inizierà la convivenza. Scoppiano spesso però, discussioni per motivi futili.

Vasco ha dichiarato: “la fase dell’innamoramento era finita e mi sono detto -cosa ho combinato?- Dal momento che c’era un bambino, ho continuato, altrimenti ci saremmo lasciati subito”.

I conviventi, tenteranno un approccio diverso per ricominciare, S.C. resterà di nuovo incinta, un arrivo inizialmente non gradito da lui che auspicherebbe un aborto, mentre lei invece lo vuole tenere.

Guidi ha sottolineato: “a differenza del primo figlio, la nascita del secondo l’ho subita. La crisi con lei si era riaperta e tra me e lei vi erano discussioni inerenti al bambino. Mi bastò un bacino del piccolo, per sciogliere ogni mia riserva su di lui annullando le mie rigidità”.

Le cose invece con S.C. non migliorerano, la vita si svolge da separati in casa. Nel 2011, V. sempre sul posto di lavoro conoscerà un’altra donna. La voce circolerà, una collega avviserà Serena del -tradimento- del suo compagno. Al rientro a casa, l’uomo troverà tutte le sue cose sparse per strada, un episodio che comprensibilmente lo fece anche vergognare per la possibilità che estranei avessero potuto assistere alla scena. Per il mese successivo, Vasco avrà negata dalla donna la possibilità di vedere i figli. I tre anni successivi, saranno costellati, da dolore, scontri liti sull’affidamento dei bambini anche in loro presenza, episodi che si facevano sempre più frequenti.

14 maggio 2014 – Il  giorno del tentato omicidio  

Erano le 18.30 circa, V.G. stava con i minori in un piccolo appezzamento di terreno di sua proprietà sito a Ponte di Serravalle. In quel luogo, aveva anche un camper che in passato Serena gli vandalizzò. Mentre curava l’orto, ed i suoi bambini giocavano a nascondino insospettito dall’abbaio inusuale del cane, si trovò innanzi S.C., infastidito dalla sua presenza perchè improvvisa e non comunicata, le diede le spalle. In quegli istanti, la Checchi estrasse la sua Beretta 950 B, calibro 6.35 e, davanti ai figli, ha sparato una serie di colpi di pistola (sei) contro Guidi, tutti andati a segno, due dei quali sempre nel suo corpo. G., fù attinto alla schiena, alla spalla, a un piede e al polso. Uno dei proiettili, dopo essere passato vicino all’aorta gli si conficcò in un polmone. Malgrado tutto, riuscì a raggiungere una vicina abitazione chiedendo aiuto ai presenti. Serena, prese i figli fuggendo a bordo dell’auto dell’ex compagno. Dopo qualche ora anche su consiglio del padre, si costituì dai carabinieri di Pescia accompagnata dal proprio avvocato, dopo aver lasciato i bimbi ai genitori.

S.C., disse agli inquirenti che quel giorno litigarono con l’ex perchè lui le aveva mosso critiche sul suo modo di essere madre, inoltre non nascose di provare ancora dei sentimenti per Vasco Guidi, aggiungendo: “ho fatto una cazzata, non riesco a staccarmi da lui, anche se sono passati tre anni. Ho sparato a casaccio, perchè quel giorno V. mi disse che avrebbe preso i figli in quanto uno dei due non stava crescendo bene”.

Serena è stata condannata in Corte d’Appello, a 8 anni di reclusione, in un procedimento celebrato con il rito abbreviato. I giudici di seconde cure, a differenza dei colleghi di primo grado hanno escluso la premeditazione dell’omicidio abbassando la pena che era stata in origine di 9 anni e otto mesi. I figli invece, vennero affidati in via esclusiva dal Tribunale dei minori di Firenze a Vasco Guidi. I nonni materni, hanno avuto garantito il diritto di visita ai nipoti alla presenza dei servizi sociali di Pescia.

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