Sullo ius soli: “Dove sono i vantaggi della cittadinanza ai minori?”

UNA LETTERA DEL MESE DI LUGLIO, DI PIERLUIGI SCOLE', SU UN TEMA SEMPRE ATTUALE

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tratto, da una lettera di Pierluigi Scolè, indirizzata a: “www.italians.corriere.it”.

“Buongiorno Beppe & Italians, dopo “Ius soli? Non possiamo farli restare stranieri per sempre (http://italians.corriere.it/2017/07/20/58623/ ) provo anch’io a intervenire. In realtà non possiamo perché non vogliamo. Gli svizzeri, a 40 km soltanto da Milano, ci riescono benissimo perché lo vogliono, lasciando che gli immigrati restino stranieri per più generazioni, a meno di un matrimonio con un cittadino/a elvetico/a. Non ho notizia di problemi di convivenza, né di lamentele da parte degli stranieri, i quali risultano gli unici in Europa a non creare alcun problema di integrazione (forse perché potrebbero venire espulsi?)”.

“Ma la di là di queste considerazioni, trovo l’intero dibattito completamente surreale, il classico esempio di un problema inesistente trasformato ad arte in un tormentone. Molti ormai lo presentano come un problema di civiltà. Mi sfugge qualcosa? A questi bambini privati della cittadinanza prima della maggiore età, viene forse negato qualche diritto che i loro coetanei italiani possiedono? Non hanno forse accesso all’istruzione o alla sanità pubbliche? Alle mense scolastiche, al pre/post scuola o ad altre forme di assistenza sociale?”.

“Se così non fosse, sarebbe sufficiente estendere loro questi diritti, senza nessuna necessità di concedere loro la cittadinanza, e ogni eventuale inciviltà verrebbe meno. Ma no, qualcuno ha deciso che è indispensabile concedere loro il diritto di voto. Per farne che, da minorenni? A loro evidentemente non servirebbe a nulla. In compenso, una volta trasformati in cittadini italiani, diventerebbe impossibile espellerli, qualsiasi reato potessero commettere. Peggio, in quanto minori, diventerebbe impossibile espellere anche i genitori, qualsiasi crimine dovessero compiere. Cosa peraltro già accaduta con famiglie contigue al fondamentalismo”.

In conclusione: “vantaggi della cittadinanza ai minori, nessuno per nessuno; in cambio pericoli o inutili impedimenti per l’Italia. Ma non possiamo non lasciarli stranieri…”.

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