Antonella Politano (MNS – CS): “L’immigrazione è diventata un vero e proprio business, a guadagnarci non sono i profughi oppure i richiedenti asilo”

"MA LE ASSOCIAZIONI, LE COOPERATIVE E GLI ALBERGHI"

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articolo, tratto da: “www.lavocedirende.it”, a parlare è Antonella Politano del -Movimento Nazionale per la Sovranità- del tirreno cosentino.

“Il Comune di Paola ha aderito allo SPRAR. Lo ha fatto per accedere al Fondo Nazionale per le politiche e i servizi all’asilo -FNPSA- che permette di ottenere il denaro per provvedere alla necessità del migrante. La realtà dei fatti, purtroppo è un altra. L’immigrazione è diventata un vero e proprio business e a guadagnarci non sono i profughi oppure i richiedenti asilo, ma le associazioni, le cooperative e gli alberghi che visto la cronica crisi che attraversa Paola e la Calabria trovano in questi fondi un po di respiro”.

“Il sistema, infatti, non funziona come dovrebbe e spesso i migranti rimangono in questi SPRAR o centri di prima accoglienza diversi anni, anche se il limite previsto per legge non dovrebbe superare i 35 giorni. Ma chi ci guadagna davvero da tutto ciò? La risposta è semplice -cooperative e associazioni- di persone vicine al sindaco di turno che decidono di gestire l’accoglienza”.

“I casi di gestione virtuosa, infatti, sono molto pochi, per la maggior parte la situazione è disperata, con persone che bivaccano e vivono in condizioni precarie, senza saper nulla della loro sorte. Se è vero che le associazioni e le cooperative che gestiscono l’accoglienza migranti ricevono 35 euro al giorno per migrante, non è affatto vero che questi soldi sono poi a disposizione delle persone che vivono nelle strutture”.

“I migranti rimangono bloccati diversi anni negli SPRAR come ho detto prima e la paghetta giornaliera di un migrante è di soli 2,50 euro, e quei soldi che dovrebbero essere utilizzati per pagare operatori, fornire cibo, vestiti, servizi sanitari adeguati, in tantissimi casi finiscono nelle tasche di chi li utilizza per fini personali. In tutto ciò le cooperative che gestiscono l’accoglienza possono arrivare anche a fatturare milioni di euro all’anno, giocando sulla disperazione delle persone”.

“Anche l’accoglienza nelle strutture alberghiere è diventato un business. I proprietari infatti, si propongono per l’accoglienza migranti per risollevare la sorte della propria struttura che magari verteva in condizioni economiche non rosee. Per questi e per altri motivi primo fra quale la disoccupazione che i giovani paolani vivono in maniera drammatica, DICO NO ALLO SPRAR a Paola. Prima il lavoro ai giovani disoccupati di Paola”.

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