Ad “Amore Criminale”, la storia di Pierangela Gareffa

UCCISA L'1 DICEMBRE DEL 2014, DAL MARITO SANDRO PILI, A VIBONATI (SA)

0
300

Le vicissitudini capitate a Pierangela Gareffa, hanno avuto un esito tragico, culminando con la morte. Anche se non si fosse verificato un evento tanto infausto la sua vita era tormentata dal marito che l’ha uccisa con una coltellata dopo una lite, avvenuta alle 14 circa del 1° dicembre 2014 nella loro abitazione di Vibonati in provincia di Salerno.

Amore Criminale, la trasmissione di Rai 3 condotta da Asia Argento, ha approfondito la storia dell’omicidio, i cui fatti possono descriversi così: “dopo i tanti maltrattamenti Sandro Pili tre anni fa circa, ha ucciso la moglie lasciandola agonizzante per quasi dieci ore nel letto matrimoniale ed alla presenza del figlio minore. Una ferita non mortale, che però ha avuto una fine contraria per il deliberato intento del Pili non chiamare i soccorsi se non a notte inoltrata quando ormai non c’era più nulola da fare per la consorte, avvisare il vicino di casa”.

“Giunti sul posto intorno all’una di notte, i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della vittima ed allertare i carabinieri che non hanno mai creduto alla versione di comodo rilasciata dall’uomo violento (secondo cui la donna si sarebbe ferita su uno spuntone della ringhiera), dato che la stessa era priva di riscontri… infatti nelle prime ore dell’alba successiva l’autore di questo crimine ha confessato l’omicidio”.

“Tutto, si è concluso con la condanna a 14 anni di carcere a carico di Sandro Pili, più 3 di ricovero in una casa di cura e custodia. L’omicidio avvenne dopo una lite, l’uomo colpì la congiunta con un coltello da cucina, ferendola, e diede l’allarme molte ore più tardi”.

“L’uomo l’avrebbe uccisa con una coltellata sotto il costato, sul lato destro del corpo e che sarebbe risultata letale. Dall’autopsia sarebbe emerso che, se solo il marito l’avesse soccorsa, Pierangela Gareffa si sarebbe potuta salvare. In paese, come scriveva Il Messaggero, si rincorrevano da tempo le violenze a carico della donna, la quale non avrebbe mai voluto lasciare il marito per il bene del loro figlio piccolo, motivo per il quale avrebbe anche evitato di denunciare i maltrattamenti”.

Durante la puntata, per ricostruire quanto accaduto alla donna assassinata dal marito, sono stati intervistati: “Teresa Paladino (responsabile dell’Associazione “Mai Più Lucrezia Onlus”), Giovanni Falci (il legale della madre della vittima) e Lucia Cerino (avvocato delle sorelle)”.

“La follia, fù scatenata dal diniego di Pierangela di seguire Sandro nuovamente in Germania. Sandro, una personalità infantile cui la moglie doveva sempre annuire. Lui, si faceva mantenere da lei che faceva più di un lavoro, oltre quello presso una gelateria era anche badante, diversamente dal consorte che stava sempre in casa a giocare alla Play Station”.

“Adesso spazio ad un servizio del 2016 di Biagina Grippo, direttore responsabile di -Trekking Tv-“.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO