Croazia: respinto il ricorso di Nina Kuluz, ora non ci sono più scuse

IL FIGLIO CESARE, DOVRA' TORNARE IN ITALIA DAL PADRE

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Si precisa, che la fonte dalla quale sono state tratte le informazioni per scrivere questo articolo, è il quotidiano on line: “www.la-notizia.net”, di San Benedetto del Tronto (AP).

Nina Kuluz, si è vista respingere anche l’ultimo ricorso da lei presentato. Stando così le cose, ora non ci sono più scuse affinchè Cesare (il figlio) torni in Italia dal padre, al quale il minore è stato affidato secondo quanto disposto da più di un decreto.

L’udienza fissata oggi, era stata richiesta espressamente dai legali della donna nel tentativo di poter riaprire il caso per riuscire ad arrivare ad un ribaltamento del dispositivo giudiziario del 2012, in relazione alla residenza del bambino.

In questo momento, Cesare risulta residente a Torino ed ha il passaporto italiano, ma vive in Croazia con la madre. Ora, il giudice al quale compete l’esecuzione, dovrebbe porre in essere quelle conseguenti azioni per dare fattivamente seguito ai decreti emessi in favore del padre del bimbo. Per ciò, sarebbe necessaria, la fissazione di una nuova udienza dopo quella del 27 giugno andata deserta per l’assenza dell’interprete e dello psicologo.

Il Tribunale di Zagabria, alla fine dello scorso mese di luglio aveva statuito che non esistono motivi per i quali il bimbo non debba far rientro in Italia per andare a vivere dal padre. La Kuluz si era rivolta a Zagabria, reclamando il provvedimento del Tribunale di Spalato che disponeva l’affidamento di Cesare ad Alessandro (il suo papà).

Alessandro Avenati, aveva subito l’allontanamento forzato dal figlio, dopo che la sua ex lo portò via con se in Croazia. Lui, lo ha già iscritto a Scuola.

Ed in merito al piccolo, in una dichiarazione all’Ansa dice: “Cesare, mio figlio, è l’unico bambino italiano che non può venire in Italia. Lo Stato, le istituzioni, mi aiutino”.

Nina Kuluz è sotto processo a Torino, con l’accusa di sottrazione di minore. La prossima udienza, dovrebbe serivire per gestire il ricongiungimento padre-figlio. Molto probabilmente, gli avvocati della Kuluz proporranno appello, ma è improbabile che altre prese di posizione possano sortire qualsiasi tipo di effetto.

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