Accorinti a Catania, gioca con la fascia tricolore, nell’attesa del Dalai Lama

AL QUALE QUANDO IL RELIGIOSO ARRIVA, LA CEDE FUORI DA OGNI REGOLA E CONTRO OGNI PROTOCOLLO - UN SINDACO, CHE SI DIMENTICA DEI SUOI CONCITTADINI E LI VILIPENDE INSIEME ALLE ISTITUZIONI REPUBBLICANE

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Messina nei decenni ha sopportato di tutto, dal punto di vista politico ed amministrativo, ma negli ultimi 4 anni e 3 mesi si è raggiunto il punto più basso. Un sindaco (Renato Accorinti), al quale piace mettersi in mostra in modo dissacrante senza alcun rispetto per l’Ente che dovrebbe amministrare e per noi cittadini, oggi ne ha fatta un’altra delle sue.

A modo suo, ha inteso fare il dispetto alla maggioranza del Consiglio Comunale che a chiare lettere nelle calde settimane estive gli ha fatto capire e percepire che non si sarebbe concessa alcuna cittadinanza onoraria di Messina a Sua Santità il Dalai Lama.

Non soddisfatto, di aver immaginato il premio “Costruttori di pace” da conferire in questa due giorni (domani e domenica 17 settembre a Taormina ed in città) al rappresentante dell’Autorità religiosa buddista in Tibet, oggi gli ha ceduto la “fascia tricolore” che rappresenta noi tutti cittadini messinesi facenti parte del “popolo italiano” dopo averla indossata in modo inusuale ed irrispettoso… a spalla. Accorinti, ha messo la striscia di rappresentanza al collo di Tenzin Gyatso come se fosse stata la corona floreale hawaiana.

Personalmente chi rappresenta questo quotidiano on line, alla luce del plateale modo di andare contro l’ordine costituito, le regole e le persone che abitano in questa comunità (con una ampia fetta di popolazione che vive di stenti e dorme per strada o ha problemi per alimentarsi) da parte dell’attuale primo cittadino, ritiene che il prefetto debba intervenire per tutelare il decoro del nostro Comune, svilito da chi dovrebbe portarne in alto i valori.

Alla magistratura chiediamo invece, di perseguire qualora dovessero esistere, eventuali reati commessi in questa circostanza.

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