L’omicidio di Gloria Pompili, la 23enne (madre di due bambini di 3 e 5 anni) uccisa di botte dai parenti

CHE VOLEVANO COSTRINGERLA, A PROSTITUIRSI

0
269

Raccontiamo, ora, la triste vicenda occorsa a Gloria Pompili (madre di due bambini di 3 e 5 anni) di Frosinone, uccisa di botte da alcuni parenti che volevano costringerla a prostituirsi.

Nei giorni scorsi, la Procura della Repubblica di Latina, ha emesso due ordini di custodia cautelare, nei confronti di due conviventi (un uomo ed una donna), ritenuti responsabili dell’omicidio di Gloria).

Margherita Anzini, 36 anni (capitano dei carabinieri della Compagnia di Terracina) originaria di Reggio Calabria, ha detto: “la nostra inchiesta e i risultati non riporteranno in vita la povera Gloria, ma proveranno a rendere giustizia a una donna e a una mamma che anziché trovare conforto e protezione nella sua famiglia vi ha trovato orrore e violenza”.

I fatti
A seguito delle indagini, è stato possibile scoprire che gli arrestati, l’uomo (un egiziano – fratello del marito di Gloria) e la compagna (cugina della stessa vittima) erano soliti portarla di mattina prima di recarsi al lavoro (in una rivendita di frutta) con i figli di lei, nella zona di Nettuno dove la costringevano a vendere il proprio corpo, per poi riprenderla di sera, al rientro, una vita diventata una prigione che continuava anche in casa…, senza libertà.

L’ultimo giorno di vita di Gloria, la sera del 23 agosto, la sua esistenza si è spenta in un parcheggio limitrofo ad un hotel in via dei Monti Lepini, nella zona di Prossedi, in provincia di Latina. Lasciata per strada, dai suoi aguzzini in fin di vita, con un grado clinico ormai compromesso da una copiosa emorragia interna, conseguenza (come accertato dall’autopsia) delle percosse ricevute). L’ambulanza che è giunta per i soccorsi però, non ha potuto fare nulla, dato che era già esanime. Le indagini dell’Arma, in quegli istanti, scattarono con immediatezza seguite dai carabinieri del Comando provinciale di Latina.

Il caso
Come scrive Daniela Amenta su -www.globalist.it-: “l’hanno picchiata così tanto, così forte che una costola rotta le ha provocato la perforazione di fegato e milza. Dicono che i soliti, quelli che benpensano, le avessero già tirato addosso la croce… zoccola, mignotta, pure due figli piccoli. Perché spesso si parla senza sapere, per dire, per ferire. Era orfana Gloria, cresciuta in un casa famiglia, finita a Frosinone. Il primo marito, rumeno, in carcere, il secondo un egiziano”.

Gloria, quando sulla sua strada ha incontrato Loide Del Prete (39 anni) cugina della madre e il suo compagno egiziano Saad Mohamed (23enne fratello del suo nuovo amore), fruttivendolo deve aver pensato che la vita stava per sistemarsi, invece il tragico finale era nascosto nel futuro. Lei, era stata costretta a prostituirsi con la scusa di contribuire alle spese, intraprendendo la strada verso l’inferno. Non era quindi, la storia di una poco di buono, bensì quella di una giovane mamma che aveva invano tentato di cambiare vita credendo di salvarsi all’interno di un nucleo familiare che si è invece trasformato in una tomba. La svolta al procedimento, con il fermo dei suoi carcerieri è stata data dalla testimonianza di alcune persone e da quella del figlio di 5 anni che ha detto cosa accadeva alla madre.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO