L’esperienza de “Gli Invisibili”, a Messina

RACCONTATA, DA CRISTINA PUGLISI ROSSITTO

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Cristina Puglisi Rossitto, spiega l’esperienza de “Gli Invisibili”, ecco come: “viaggiavo in treno ed ogni mattina alla stazione notavo sempre le stesse facce. Un giorno tardarono ad aprire le porte e mi ritrovai ad osservare un uomo dismesso che entrava nei bagni pubblici con una tovaglia da cucina sulle spalle. Ne uscì pettinato e sbarbato, con i capelli ancora bagnati. Capii che quello non era solo il bagno della stazione ma era il bagno di casa sua”.

“Iniziarono giorni di osservazione ed i momenti più belli della giornata diventarono quelli in cui prendevo il treno. Prima Antonio, poi Angela e Lucia, poi Paolo, ad uno ad uno iniziai a conoscerli fino a quando decisi, e mi permisero, di entrare nel loro mondo. La stazione la sera cambiava volto e si animava di vita a me sconosciuta”.

“Decine di persone sbucavano dal nulla, mimetizzati, forse nascosti agli occhi di chi non sapeva, di chi, come me, non immaginava. Erano tutti senzatetto, barboni, clochard per gli eleganti, tutti, uomini e donne, soli. Andavo la sera, tutte le sere, andavo a trovarli con latte caldo e biscotti, a portare il pasto della buonanotte e loro mi aspettavano. Faceva freddo e presto al latte aggiunsi le coperte, i cuscini per chi dormiva a terra, e da lì ai vestiti il passo fu breve”.

“Erano tutti -Invisibili- e mi accorsi di loro quasi per caso. Sgretolai un mondo di preconcetti e normalità, iniziai a conoscere la natura umana, quella bruta e sofferta così come quella tenera che non si sporca nemmeno sul pavimento lurido di una stazione. Iniziai a scoprire il loro mondo solo perché loro mi permisero di entrarvi. È un mondo diverso, forse più vero, fatto anche di gioie ma di grandi, enormi sacrifici”.

“Potrei parlarvi per ore dei duecentotrenta senzatetto che ho conosciuto ed ognuno di loro mi ha lasciato qualche cosa. Oggi desidero salutarvi così, con il dolce ricordo della loro conoscenza perché gli -Invisibili- sono nati esattamente quattro anni fa. Auguri a ognuno di loro, auguri a tutti noi che gli -Invisibili- ce li abbiamo nel cuore”.

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