Gli attivisti di Olafa in tutta Italia, sono sotto costante pressione da parte delle autorità

LA VICEPRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE, ELISA ROHL LORENZETTI DI MILANO, FINITA AL CENTRO DELL'ATTENZIONE

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Tuttavia, sottolineerei che coloro che in Italia osano essere attivisti per i diritti umani e combattano contro il business sui minori subiscono moltissime persecuzioni e azioni repressive. La recente repressione degli attivisti dell’Associazione Olafa rientra in un problema decisamente più ampio. L’incolumità degli attivisti deve costituire un obiettivo prioritario.

La vicepresidente dell’Associazione Olafa, Elisa Röhl Lorenzetti è stata messa sotto controllo da parte delle autorità milanesi. Nel caso di specie hanno cercato di incastrare la signora Elisa con delle accuse assurde, manipolando ed eliminando le prove. In merito agli incidenti spiacevoli, Elisa ha avuto un altro incidente nella città di Como. La vicepresidente ha visitato la casa Circondariale di Como (CO) in via al Bassone 11.

Comunque, hanno fermato Elisa, mentre usciva dal carcere accompagnandola in una stanza presso la struttura. In seguito, la stessa ha subito una aggressione verbale da parte dei poliziotti presenti nella Casa circondariale che hanno minacciato la vicepresidente. È stato allora che hanno tentato di controllare il suo telefono per verificare le foto e i video presenti.

Ha detto Elisa Röhl Lorenzetti: “ero molto spaventata, avevo avuto anche una crisi di panico ma una volta raggiunta l’uscita mi allontanavo dalla struttura prendendo il pullman e contattavo le forze dell’ordine che mi invitavano a sporgere denuncia”.

Deploriamo inoltre il numero sproporzionato di verdetti pronunciati dalla parte civile contro attivisti in periodi recenti. Si è trattato di una azione simbolica, che veniva usata per punire i componenti che combattono contro il business sui minori, oltre alla piaga rappresentata dal mercato degli affidi, dalla corruzione e così come il nepotismo. I procedimenti giudiziari hanno un effetto molto negativo e danneggiano il lavoro svolto dai giornalisti e da chi fa parte del sodalizio. Considerando le reiterate violazioni dei diritti umani presso i tribunali, occorre condannare i soprusi subiti e descritti.

Katia (Ekaterina Rudakova) una attivista dell’Associazione, ha dovuto affrontare tante difficoltà a Livorno con i locali uffici giudiziari e con altri enti locali.

Ogni giorno apprendiamo di nuovi casi di abusi verso i nostri associati nelle seguenti regioni: “Toscana, Piemonte, Sicilia. Il Consiglio dell’Associazione Olafa è a conoscenza del fatto che si è ancora senza notizie di un proprio membro, scomparso a Roma”.

L’Olafa attribuisce enorme importanza alla protezione dei diritti fondamentali. Come potete notare, spesso le autorità locali sorde alle richieste di Giustizia. In realtà, la situazione riguardante i diritti umani e quelli delle persone minori di età è disastrosa. La creazione dello stato di diritto, grazie allo sradicamento della corruzione, dovrebbe essere una delle priorità del nostro Governo italiano.

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