Teatro Vittorio Emanuele – presidente Fiorino: “Nell’Ente si aggirano fantasmi la cui natura è politica” [Video]

"VI E' BISOGNO, DI UN CDA COESO E DI UNA CLASSE POLITICA CHE FACCIA IL BENE DELLA CITTA'"

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Articolo tratto, da: “www.vocedipopolo.it”.

Il presidente del Teatro Vittorio Emanuele, Luciano Fiorino, si presenta alla stampa stamattina con al suo fianco il presidente del collegio dei revisori, Cacciola. Una scelta non casuale, non dettata dall’assenza del sovrintendente Egidio Bernava oggi a palermo. E’ così che il tono e le parole di Luciano Fiorino stravolgono il senso di una conferenza stampa che doveva annunciare un cartellone, come lui stesso annuncia, faticoso nel suo percorso di approvazione, facendo diventare l’incontro con la stampa l’occasione per rappresentare una situazione dell’Ente drammatica. Un milione di euro sarebbe il debito accertato del Teatro Vittorio Emanuele, una cifra che senza l’intervento della Regione Sicilia porterebbe l’Ente verso il baratro.

Parla di fantasmi che si aggirano nel Teatro la cui matrice sarebbe totalmente politica, riferendosi alle riserve con le quali si è esitato in CDA il programma ed alle spaccature evidenziate dall’assenza del consigliere Iervolino, in posizione dissidente nei confronti della nuova gestione del Teatro Vittorio. Una spaccatura tra presidente Fiorino e collegio dei revisori da una lato e CDA dall’altro che complica ancora di più la vita amministrativa di un Ente nel quale, dice Fiorino “non si può parlare né di arte, né di teatro”. Tanto che Fiorino rilascia una dichiarazione lapidaria..!

“Solo per senso di responsabilità ho accettato questo incarico – dice Fiorino – ho così assunto la responsabilità di una barca che ha molte falle, molte riconducibili alla gestione passata.”

E continua: “Sono due i passaggi fondamentali che mi prendo la responsabilità di portare in fondo… uno è quello dell’avvio della stagione, senza la quale la barca era destinata ad andare all’aria, l’altro è la procedura di equiparazione del personale. Assolti questi due punti io rimetterò il mandato, e lo farò perché il Teatro non può essere governato solo dal Presidente e dal collegio dei revisori”.

A consuntivo dell’incontro con la stampa dunque il dato è inequivocabile: “l’unica speranza è che da queste elezioni regionali venga fuori una classe dirigente politica rinnovata che sappia rappresentare la città di Messina ed intervenire a suo favore in modo più determinante rispetto alla precedente. Senza questo impegno il teatro porterebbe non avere futuro”.