Alla Sala monsignor Fasola di Messina: presentato il film “Una Famiglia” [Video]

DEL REGISTA CATANESE, SEBASTIANO RISO, CON: "MICAELA RAMAZZOTI, PATRICK BRUEL ED ENNIO FANTASTICHINI"

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Oggi pomeriggio, alle ore 18.30 presso la Sala monsignor Fasola di via San Filippo Bianchi è stato presentato il film “Una Famiglia” del regista catanese Sebastiano Riso che ha partecipato alla recente Mostra del Cinema di Venezia, interpretato da: “Marco Leonardi, Micaela Ramazzotti, Fortunato Cerlino, Patrick Bruel, Matilda De Angelis, Ennio Fantastichini, Pippo Delbono”. L’iniziativa, è stata promossa da Suggestioni Press di Marco Bonardelli ed Apollo Spazio Arte con il patrocinio del Comune di Messina.

Al termine della proiezione del lungometraggio, si è avuta prima una intervista di Bonardelli al regista Riso, successivamente sul palco gli organizzatori hanno avviato un dibattito al quale hanno partecipato: “Cinzia Fresina (responsabile della Sezione Aiaf – Associazione italiana avvocati della famiglia ed i minori), Nina Santisi (assessora alle Politiche Sociali del Comune di Messina), Marianna Gensabella (docente ordinario di bioetica all’Università peloritana) e Maria Gabriella Scuderi (dottoressa – psicologa clinica e psicoterapeuta della coppia e della famiglia)”.

Il regista catanese Sebastiano Riso, si è affermato grazie alla sua opera prima dal titolo “Più buio di mezzanotte”, presentato alla “Semaine de la critique di Cannes”. Recentemente ha bissato il successo con la pellicola “Una Famiglia” nella quale si racconta la vicenda di una maternità surrogata, vissuta solo per far da tramite a qualcun’altro. Questo, apre come non sarà difficile immaginare, uno scenario a tratti duro e doloroso ma che contemporaneamente darà luogo ad un seppur iniziale rapporto madre/figlio.

Nel ruolo della madre, si è ritrovata a lavorare l’attrice romana Micaela Ramazzotti che interpreta Maria… una madre che non vive pienamente la maternità, che non si può scovare nemmeno nel suo fisico e si fa sopraffare dalla tensione. Riso coglie un momento della sua vita, con il compagno Vincenzo, senza curarsi di spiegare la loro vita precedente.

Così, li ritroviamo in un inizio che sembrerebbe amorevole, ma che invece nasconde il patto segreto che li lega, agito in una Roma periferica grigia e buia dove tutti i personaggi della pellicola hanno un vissuto fatto di doppiezze, ed anche quando sembrerebbe che vogliano cambiare gli risulta difficile per il proprio stare fermi o per non aver impedito ad altri di agire per il meglio.

La protagonista, porta avanti gravidanze per conto di ricchi clienti che non possono avere figli, il che fa vedere come girino molti soldi, sono però tanti e complessi anche gli argomenti trattati che aprono il varco al complesso tema dei diritti civili che nell’Italia odierna in questo settore non sono garantiti e tutelati come in altre parti del mondo. In questa routinarietà, di gestazioni, si arriva all’ultima trattativa con una coppia gay in cui uno dei volti è prestato da Ennio Fantastichini.

Il senso dell’essere madre e della riscoperta dei valori, è possibile coglierlo al termine dell’opera filmica nel momento del parto quando Maria è costretta ad affrontarlo completamente sola, nasce un bel bambino. Dopo quegli attimi, intensi, mamma e figlio si addormentano. Vincenzo, il compagno rincasa e porta a compimento il mercimonio con al centro il piccolo, ma quando un medico rivela che il bambino stà poco bene e potrebbe morire da un momento all’altro coloro che stavano per adottarlo (seppur illegalmente) non se la sentono e mettono il piccolo fra le braccia di colui che però non ha mai avuto alcuna responsabilità paterna ammonendolo di dover fare il minimo indispensabile.

La sua snaturatezza, si spinge però fino ad abbandonare quell’esile corpicino in un parco giochi, nel quale comunque lo fa ritrovare a Maria la mamma che svegliatasi senza il bambino vicino corre per strada dove incontrando il convivente gli chiede del minore e riceve come risposta uno sguardo che segue tenacemente fino a ritrovare il frutto del suo grembo, la mattina seguente.

Pubblicato da Filippo Pansera su Venerdì 20 ottobre 2017