Comitato Bouganville: i componenti, hanno occupato il Comune di Messina

LA DECISIONE PRESA, DOPO IL RIFIUTO DEL SINDACO DI INCONTRARLI - MALGRADO UN CONFRONTO CON L'ASSESSORA NINA SANTISI, NESSUNA SOLUZIONE E' STATA INDIVIDUATA

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Messina, è una città attraversata da un elevato disagio sociale. Questo, interessa un crescente numero di persone alle quali le istituzioni inermi non danno alcuna risposta. Non di rado anzi, sono proprio coloro che rappresentano gli enti con diversi profili di responsabilità a causare disagi alle famiglie messinesi. In un contesto come quello accennato, l’emergenza abitativa ne è una componente.

Dallo scorso 24 giugno un gruppo composto da 6 nuclei familiari, con molte donne e bambini hanno costituito un Comitato chiamato “Bouganville Occupata”, prendendo possesso dei locali (di proprietà comunale e da tempo abbandonati) ex Anffas. Malgrado ad oggi siano passati 4 mesi, alle richieste avanzate dai cittadini interessati da questa drammatica situazione, gli stessi si sono trovati come risposta un muro, il nulla.

Questa mattina, una rappresentanza del sodalizio di -occupanti per stato di necessità- ha inscenato una protesta in forma pacifica all’interno di Palazzo Zanca, nella speranza di ottenere una riscontro alle proprie istanze, che concretamente soprattutto in questa fase sono: “l’attivazione di servizi essenziali come luce ed acqua nella struttura dove abitano sul viale Giostra alto nei pressi del Complesso -La Casa Nostra-“.

L’Organizzazione nelle settimane scorse, era stata proponente di un positivo progetto (presentato al Dipartimento Politiche della Casa) di Co-housing (abitazioni condivise), da realizzarsi all’interno dell’edificio occupato, pensando ad un suo utilizzo rivolto ad attività sociali e culturali aperte al pubblico. Dopo un iniziale approccio del primo cittadino Renato Accorinti, evidenziatosi tramite un dialogo avviato dall’assessore Sebastiano Pino, oggi il sindaco ha eluso il confronto usando una uscita secondaria per allontanarsi dal Municipio.

La conseguenza, dell’atteggiamento di Accorinti, ha determinato nei manifestanti la decisione di occupare la sede comunale fino ad un incontro tenuto con l’assessora alle Politiche Sociali, la dottoressa Nina Santisi, che ha consigliato loro di cessare l’occupazione del plesso di Ritiro, escludendo l’attivazione di forniture essenziali nello stesso perchè potrebbero discenderne alcuni reati, garantendo che le sole donne possano essere collocate in “Casa Famiglia” con i minori.