Attaguile: “Irresponsabile decisione” – Hotspot migranti dentro la base della Marina di Augusta

Rischio di infiltrazioni terroristiche tra i migranti con l’assurda conseguenza di esporre un importante arsenale militare

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“Con quale criterio il governo centrale ha deciso di attivare un hotspot per mille migranti all’interno di un porto che ospita una base con uno dei tre più importanti arsenali militari italiani? Mi sembra pura follia”.

Il deputato nazionale Angelo Attaguile, segretario di Noi con Salvini, punta il dito contro la struttura di seimila metri quadrati che all’interno del porto di Augusta ospiterà temporaneamente i clandestini che sbarcheranno via mare, e lo fa con una interrogazione rivolta al ministro dell’Interno Marco Minniti, sottoscritta anche dai deputati.

Secondo le informazioni assunte da Attaguile nel corso di una lunga telefonata con il presidente dell’Autorità portuale, “i lavori per la realizzazione della struttura inizieranno a breve, tra due mesi, in quanto anche il sindaco di Augusta, del Movimento Cinque Stelle, condivide la realizzazione dell’opera”.

Nel suo atto ispettivo, scritto al termine di un incontro col prefetto di Siracusa, l’on. Angelo Attaguile sottolinea il rischio di infiltrazioni terroristiche tra i migranti con l’assurda conseguenza di esporre un importante arsenale militare.

“Un arsenale peraltro condiviso con gli americani e quindi ancor più obiettivo sensibile proprio per il tipo di missili che si presume siano presenti al suo interno”.

Il segretario nazionale di Noi con Salvini, sottolinea anche come “Augusta, proprio per le caratteristiche del suo porto, aspiri ad assumere sempre di più il ruolo di polo commerciale in grado di intercettare gli importanti flussi economici del Mar Mediterraneo.

Una candidatura – conclude Angelo Attaguile- che mal si concilia con la presenza di una imponente struttura per l’accoglienza dei migranti”.

Angelo Attaguile, segretario nazionale di Noi con Salvini, con i due colleghi siciliani dello stesso gruppo, Carmelo Lo Monte e Alessandro Pagano, chiede pertanto al ministro dell’Interno e al governo di rivedere “questa irresponsabile decisione”.