Quando lo Stato ti abbandona

LA STORIA DI ANGELA, RESIDENTE A MONREALE (PA), SOLA CON DUE FIGLI (UNO DEI QUALI E' AUTISTICO) E SENZA UN EURO

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Articolo, tratto da: “www.blog.ilgiornale.it/dessi/2017/10/29/quando-lo-stato-ti-abbandona/”.

“Angela non sa più come fare. È disperata! Fra qualche settimana dovrà lasciare la sua casa di Monreale, Palermo. Verrà sbattuta fuori, in mezzo alla strada insieme ai suoi due figli Emanuele e Federico. Da quando l’INPS ha sospeso la pensione di invalidità del figlio autistico, Angela, non ha più potuto pagare l’affitto di casa e ora lo sfratto è dietro la porta. Pronto ad essere notificato da un ufficiale giudiziario. Senza alcuna pietà. Lei si sente una donna fallita. È preoccupata per il suo futuro. Per il futuro dei suoi due bambini. Da sei anni è sola. Suo marito l’ha abbandonata. Ma lei è forte e lotta. Ogni giorno. Anche senza un euro in tasca. A furia di combattere, però, sta perdendo le forze. Ha bisogno di aiuto. Vero, concreto”.

“Lo Stato l’ha abbandonata. Non si è mai preso cura di lei. Come il sindaco del comune che promette, promette e non fa nulla. Si è limitato ad offrirgli un posto in una casa famiglia. Ma lei, senza reddito e senza lavoro, una volta uscita ha paura di perdere i suoi due figli. Sono loro a dargli la forza necessaria per andare avanti. Sono loro la sua unica ragione di vita”.

“Non c’è lavoro, ho provato a cercarlo ma non si trova. Come faccio a pagare l’affitto, fare la spesa, pagare le bollette? È impossibile. L’INPS ha sospeso l’unica entrata di questa casa. Stiamo provando a risolvere il problema. Ma non basta! Quei soldi non sono sufficienti per andare avanti”. Ad aiutarla solo qualche vicino. “I poveri aiutano i poveri. – dice Angela – Molti pensionati mi aiutano a fare la spesa altri, invece, mi donano dei soldi. Quello che hanno”.

“Emanuele e Federico non chiedono niente. Sono due ragazzi davvero speciali. Non pretendono mai e si accontentano di quello che hanno. Anche se Angela si sente debitrice nei loro confronti. Per l’età che hanno si privano di molte cose. Tante. Giocano con giocattoli usati e, spesso, anche rotti. Ma la loro fantasia supera ogni limite. Si accontentano e sono felici. Soprattutto quando viene sera e si stringono forte alla loro mamma”.

Angela non chiede nulla. Solo un lavoro che possa ridargli la dignità di donna. Di madre. Chiunque volesse aiutarla può scrivermi a: “dessimichel@gmail.com provvederò io stesso a mettervi in contatto con lei. La Madre coraggio di Monreale. Che non molla e va avanti. Sola”.