Ad Alassio in Liguria, la triste vicenda di due bambini strappati dalla mamma

CON UNA RISIBILE MOTIVAZIONE, CHE NON INTEGRA CONDOTTE DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA NECESSARIE PER PROCEDERE IN QUESTI CASI

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Per nonno Mario R., sua moglie e la loro figlia è un periodo molto pesante, ma non si sono dati per vinti e non lo faranno mai dopo l’ingiusta separazione dei due figli minori della ragazza, l’ultima di soli sette giorni strappata dal seno della madre in ospedale.

Nei giorni scorsi, il -Comitato Pro Tommaso a casa- (Tommaso nome di fantasia) si è rivolto alla minoranza consiliare che ha protocollato una interrogazione, nella nota si legge: “e il sindaco di Alassio parla di strumentalizzazione politica. Qui la politica non c’entra, è solo una questione di umanità e giustizia”.

“Premesso che su sollecitazione del -Comitato Pro Tommaso a Casa- il Consiglio regionale Assemblea Legislativa della Liguria nella seduta del 27 settembre 2017 aveva approvato all’unanimità l’Ordine del Giorno -Il diritto del minore ad una famiglia- volto a intensificare le iniziative a sostegno della genitorialità con un apposito piano di sussidi in favore di programmi di tipo preventivo a sostegno dei nuclei familiari fragili per innovare le pratiche di intervento nei confronti delle famiglie cosiddette negligenti, al fine di ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini dal nucleo familiare d’origine (come indicato nello stesso programma ministeriale PIPPI).

Nel predetto Ordine del Giorno si recita: “secondo quanto dichiarato dall’Ufficio del Garante Regionale per i Minori della Regione Liguria, risulterebbero in costante aumento i casi di allontanamento dei minori in difficoltà a seguito di segnalazione al servizio territoriale… tra il 2013 e il 2016 sono state 656 le segnalazioni di cui 310 non di competenza del Garante, 230 approfondite e 116 prese in carico. Nel 2015 ne sono arrivate 106 di cui 37 prese in carico”.

“Le criticità riguardavano soprattutto i rapporti tra la famiglia e le istituzioni (30). In 20 casi il Garante ha avviato una mediazione fra le parti, in altri 10 ha rivolto una raccomandazione alle amministrazioni competenti, 6 le situazioni risolte; lo stesso Garante Regionale ha rilevato, dall’esame delle segnalazioni pervenute, che spesso tali allontanamenti sono causati dalla mancanza di un positivo rapporto tra famiglie e servizio sociale e che spesso, a fronte di un allontanamento di un minore, non segue alcun progetto di rientro del minore presso la propria famiglia; che la carenza e/o insufficienza di progetti di recupero delle famiglie in difficoltà con minori risulta senz’altro una delle cause della lunga durata degli affidi che, come noto, per legge non dovrebbero durare più di 24 mesi, e porge quindi il fianco alla dichiarazione di adottabilità del minore medesimo; che l’inserimento in comunità si è rilevato una misura molto più costosa di qualsiasi alternativo intervento di tipo preventivo in sostegno delle famiglie”.

“Un bambino di soli due anni è stato allontanato ad Alassio dal contesto familiare tanto da costituirsi il -Comitato Pro Tommaso a casa- a favore del rientro a casa di Tommaso (nome di fantasia); i nonni del bambino, due persone per bene che si sono distinte nella comunità di Alassio nel campo del volontariato, hanno chiesto un appuntamento urgentissimo al sindaco al fine di tutelare il nipote che non vede la mamma in quei giorni ricoverata in ospedale da molti giorni, al fine di garantire il diritto del nipote agli affetti famigliari oltre che la sua salute psicofisica; secondo quanto asserito dalla famiglia, la gravissima situazione è stata portata all’attenzione del sindaco in seguito a una serie di comportamenti non collaborativi da parte dell’assistente sociale, tanto da far perdere alla famiglia qualsiasi speranza di poter instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione a tutela del bambino”.

“Il sindaco non ha risposto all’appello urgente di questa famiglia, il cui nonno aveva chiesto nei giorni scorsi un appuntamento, che non è stato concesso; le gravi inadempienze e criticità denunciate dalla famiglia impongono l’intervento del sindaco, come massima autorità sanitaria, e/o dell’assessore competente anche in considerazione di quanto esposto e deliberato dal Consiglio regionale Assemblea Legislativa della Liguria. E intanto il bambino è stato strappato alla madre con il supporto della forza pubblica. E il sindaco di Alassio parla di strumentalizzazione politica. Qui la politica non c’entra, è solo una questione di umanità e giustizia”.

“Per questo il -Comitato Pro Tommaso a Casa- si è rivolto al consigliere di minoranza Galtieri, membro del direttivo del Comitato stesso, che ha presentato in data 05.10.2017 una interrogazione urgente per capire per quale motivo il sindaco si è rifiutato di ricevere con urgenza il nonno del minore”.