Veleno: le famiglie dei 16 bimbi allontanati nella bassa modenese 20 anni fa, chiedono la riapertura del caso [Video]

MA IL PROCURATORE CAPO DI MODENA LUCIA MUSTI, RITIENE CHE A DISTANZA DI TANTO TEMPO NON SIA NECESSARIO ANDARE A RIMESTARE SU QUESTA VICENDA GIUDIZIARIA

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Pablo Trincia, autore della trasmissione #Veleno andata in onda in 7 puntate in podcast su Reptv, ha diffuso con questa nota gli ultimi aggiornamenti sul caso avvenuto 20 anni anni fa a Finale Emilia un paese della Bassa modenese e scrive: “dopo la richiesta delle famiglie coinvolte di riaprire il processo, il procuratore capo di Modena, Lucia Musti, ritiene -non sia opportuno andare a rimestare dopo tanti anni in una situazione che comunque genera dolore in primo luogo in chi ha lavorato per questi gravissimi fatti-“.

Vorrei tuttavia ricordare alla dottoressa Musti che:

1) Il bambino da cui sono partite tutte le accuse oggi dichiara di essersi sentito pressato e di aver probabilmente raccontato cose non vere. Questo è ciò che ci ha scritto:
“Per forza un bambino parla di fantasie, dopo 8 ore di stress, e pressione vorresti solo andare a dormire. Mi dispiace per tutta la gente buona che è stata arrestata. Fino a 3 anni fa credevo ancora a tutto quanto. O dentro magari non capisci se è vero o no. Ma se molte cose non si riescono a ricordare dopo ci arrivi a capire che ti hanno usato come volevano, o per i loro scopi. E me ne do una colpa, perché potevo essere allontanato, ok, ma senza mettere in mezzo gente che non ci è mai c’entrata nulla in una storia montata e rimontata da mille bambini, solo con nomi differenti. E più vai avanti e più speri solo che nessuno ti venga a dare la lezione che meriti. Io è da un anno e qualcosa che ho seri dubbi su tutto. E cerco di vivere senza darci un peso eccessivo. Ma con rabbia verso la gente che mi ha usato”.

2) Il metodo con cui questi 16 bambini sono stati sottratti ai genitori (non avevano mai accusato nessuno, né detto nulla) è molto discutibile. Così come è molto sospetto il fatto che tutti coloro che siano passati dalle stanze dei Servizi Sociali di Mirandola abbiano poi raccontato storie surreali e inverosimili. Soprattutto quando questo fenomeno si è verificato in decine di casi analoghi in giro per il mondo, e che venga persino studiato nei manuali di letteratura scientifica.

3) La ginecologa che ha visitato le bambine abbia lasciato intendere in un’intervista di avere dei forti pregiudizi nei confronti di genitori sospettati di abusi, e abbia accusato la collega anatomopatologa Cristina Cattaneo di aver ricostruito degli imeni di bambine abusate con Photoshop (!!!!) Questo dopo aver affermato che un imene può ricrescere e dopo essere stata pubblicamente umiliata e definita incompetente in un processo a Milano in cui aveva fatto da consulente per il PM.

Trincia, specifica: “evito di elencare le altre decine di anomalie e stranezze di questa vicenda giudiziaria che sembra uscita da un libro di fantascienza. Questo caso merita di essere ristudiato attentamente”.

Per descrivere un recente incontro fra i nuclei familiari che hanno subito queste violenze giudiziarie, viene sottolineato che: “decine di persone hanno affollato la sala consiliare MAF di Finale Emilia (Modena) per ascoltare le testimonianze dei protagonisti dell’indagine sui -pedofili della Bassa-. Per capire cosa è successo nel 1998 proprio a Finale Emilia, quando 16 bambini vennero portati via dai loro genitori, accusati di essere dei pedofili satanisti”.

Spiega infine Trincia: “queste persone hanno vissuto in un paese, che ha avuto paura ma che ha saputo riaccogliere chi ha subito ingiustizie”.

“Sorrisi e abbracci fra i genitori, molti dei quali vennero poi assolti. Nessuno di loro, però, ha potuto vedere o parlare con i figli da cui sono stati allontanati. –Era come essere nella Cambogia di Pol Pot – ha affermato una madre alla quale sono stati sottratti quattro bambini – perché lo Stato si è sentito padrone dei nostri figli, di poterli comandare e farci ciò che voleva-“.

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