Mario Midolo, con una grande sensibilità dice: “Da disabile con i disabili”

"CON L'INTENTO, DI ESSERE COSTRUTTIVI E CON L'UNICA CURIOSITA' DI VEDERE LA BUONA RIUSCITA DELLE LORO AZIONI"

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Mario Midolo, un cittadino messinese, con grande sensibilità, scrive: “forse sarà stato per un mio limite, o forse essendo stato sempre a contatto con problematiche fisiche peggiori della mia, mi sono sempre sentito a disagio quando mi trovavo insieme a persone con disabilità di vario tipo. Oggi le cose in qualche modo sono diverse. Sarà per una maggiore maturità da parte mia, o perché ho avuto la fortuna di conoscere una persona che mi ha fatto capire alcuni meccanismi che sono necessari nel momento in cui si viene a contatto con disabilità di tipo psichico, ma quel disagio non lo provo più”.

“In questi giorni, più o meno un mese, osservo esternamente la quotidianità di alcune persone con forti ritardi cognitivi che vengono seguiti dall’Associazione 7000. Dico subito che non si tratta di persone, perché sono persone, fin troppo semplicisticamente definibili -pazze- perché pazze non sono e soprattutto sono persone che hanno bisogno di -sentire- amicizia, rispetto e affetto da parte del mondo circostante, sono persone che in seguito ad incidenti pre o post nascita hanno subito danni praticamente irreversibili a livello cerebrale”.

“La prima impressione che ne ho avuto in questa mia esperienza è di trovarmi di fronte ad un mondo dove indipendentemente dall’età anagrafica esistono solo dei -bambini- con reazioni agli stimoli esterni tipiche di età infantili ma con l’aggiunta di una umanità disarmante, vedere un ragazzo di una trentina d’anni che ti chiede nel modo in cui sa e può se gli sistemi la cerniera del giubbotto è un’esperienza che ti lascia il segno”.

E’ un segno che ti suscita delle reazioni: “o ti estranei chiudendo gli occhi come se questo mondo non esistesse o trovi il modo di fare qualcosa per aiutare queste persone che comunque stanno peggio di te perché ti rendi conto che quando a non funzionare bene o a non funzionare affatto è il cervello allora capisci che ancora del mondo non hai visto nulla”.

“L’Associazione 7000 segue alcune persone con questo tipo di disabilità e il personale, che ho avuto la fortuna di conoscere, assolve a questo compito gravoso con una dedizione che non conosce limiti né di orari e né di sacrifici personali affinché a tutti i -loro ragazzi-, come affettuosamente li chiamano, non manchi mai nulla e soprattutto che capiscano, perché vi assicuro che lo capiscono, che sono circondati da amore e comprensione che non sono occasionali o con motivazioni venali, perché per dirla con chiarezza non ci sono i fondi -istituzionali- e tutto ciò che fanno lo realizzano con il contributo delle famiglie dei ragazzi”.

“Questi -ragazzi- a cui viene insegnato a fare piccoli lavori artigianali e che si scoprono essere in possesso di qualità insospettabili quali la capacità di vedere e capire il bello dei colori o la gestualità nelle loro creazioni. Avvicinarmi a questo mondo è stato davvero molto gratificante e come lo è stato per me lo potrebbe essere per tutti coloro che ci si avvicinano purché lo facciano con l’intento di essere costruttivi e con l’unica curiosità di vedere la buona riuscita delle loro azioni”.