Home Cronaca ‘Manca un quarto d’ora alle 21: una calda sera d’estate… «Pippo Baudo?...

‘Manca un quarto d’ora alle 21: una calda sera d’estate… «Pippo Baudo? Non sta benissimo lo so, ma l’ho sentito venti giorni fa, la situazione era stabile. Speriamo non sia vera la notizia di un suo serio peggioramento… provo a sentire… ora però vado a vedere in tv come è andato l’incontro Trump-Putin»… mezz’ora dopo, fatica a parlare: «Sono sopraffatto dal grande dolore… eravamo rimasti noi»’

COSÌ RENZO ARBORE COMMENTA LA SCOMPARSA DELL’AMICO E COLLEGA PIPPO BAUDO

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Testo… tratto dalla Pagina Facebook, del giornalista siciliano Salvo Sottile (https://www.facebook.com/salvosottile).

‘Manca un quarto d’ora alle 21: una calda sera d’estate… «Pippo Baudo? Non sta benissimo lo so, ma l’ho sentito venti giorni fa, la situazione era stabile. Speriamo non sia vera la notizia di un suo serio peggioramento… provo a sentire… ora però vado a vedere in tv come è andato l’incontro Trump-Putin»… mezz’ora dopo, fatica a parlare: «Sono sopraffatto dal grande dolore… eravamo rimasti noi»’. Così Renzo Arbore commenta la scomparsa dell’amico e collega Pippo Baudo.

È spaesato, confuso. Ha appena avuto la brutta notizia. È commosso non riesce a parlare. Cosa le viene in mente in questo momento? «Ho la mente affollata di ricordi. Voglio vedere come la televisione lo sta ricordando».

Voi, due giganti del piccolo schermo, che hanno davvero condiviso tanta parte di vita, televisiva e non.
«Pippo è stato un grande amico e un collega eccezionale, valoroso. Quante ospitate nei suoi programmi! Era sempre una festa da lui. E poi quante confidenze tra noi. Non ci posso ancora credere, è una perdita dolorosissima».
Lei e Baudo vi sentivate spesso, commentavate i programmi, vi scambiavate idee.

Come è andata l’ultima telefonata?
«Ci siamo sentiti circa 20 giorni fa, e Pippo era stato sbrigativo. Ricordo che mi disse: “Ci vediamo presto sì”; e poi ha attaccato. So che non stava bene, certo, ma la morte è stata inaspettata. Io e altri amici gli abbiamo scritto gli auguri di Ferragosto, ma né lui né la sua assistente Dina ci hanno risposto».

In questo momento ha un ricordo particolare di Pippo?
«È ancora chiara nella mia mente la sua sofferenza quando ha lasciato la Rai, tanti anni fa. Si era subito pentito, ed è stato un momento molto duro per lui. Si sfogava tanto con me. Ma ora ho tanti ricordi di lui, belli, felici e tristi. Non riesco neppure a metterli in ordine».

Cosa vi accomunava davvero?
«Noi abbiamo fatto la tv di Biagio Agnes, Sergio Zavoli. Avevamo in comune la voglia di fare una televisione elegante e artistica. Una tv per tutti, ma tenendo in conto anche il pubblico esigente, la critica».

Baudo diceva sempre «Questo artista l’ho scoperto io..»
«È vero. Entrambi scoprivamo talenti».
Che amico era?
«Eravamo molto complici. Ci accomunavano le origini provinciali».

Come vi siete conosciuti?
«L’avevo conosciuto meglio a Foggia. Lui allora faceva propaganda per la Democrazia Cristiana».

Ricordi divertenti?
«Siamo andati insieme da Padre Pio, il quale chiese a Pippo: “Lei è venuto per fede o curiosità?”. Pippo: “Per curiosità”. E Padre Pio: “Allora vattenn’”».

Come lo definirebbe?
«Un amico caro, il protagonista della mia Rai».

La sua migliore qualità?
«La grande preparazione».

Il suo grande talento?
«Suonava benissimo il pianoforte ed era un fantastico creatore di programmi. Curava ogni dettaglio perché per lui una trasmissione doveva rimanere».

Un grande presentatore anche
«Sì, sapeva condurre bene serate difficili. Penso a Cavallo pazzo…».
Vi siete «sfiorati»: lei finiva «L’altra domenica», Pippo cominciava «Domenica In».

«Ci siamo scambiati spunti di riflessione. E io dissi a Pippo: “Ora tocca a te”. E cominciò l’avventura con i grandi ospiti, che dura ancora oggi».

Fonte: Maria Volpe Estratto Corriere.