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Per un 50enne italiano di origini siciliane, residente nella provincia di Frosinone, sono stati disposti in data odierna gli arresti domiciliari, con sottoposizione a controllo a distanza tramite braccialetto elettronico, in relazione ai delitti di ‘atti persecutori, aggravati dall’impiego di strumenti telematici, calunnia, nonché istigazione a delinquere, ai danni di alcuni magistrati in servizio presso il distretto giudiziario di Catania’

LA MISURA CAUTELARE EMESSA DAL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI DEL TRIBUNALE DI MESSINA, È STATA ESEGUITA DAGLI AGENTI DELLA POLIZIA DI STATO, SU DELEGA DEI MAGISTRATI DELLA PROCURA DISTRETTUALE MESSINESE E SCATURISCE DA UN GRAVE COMPENDIO INDIZIARIO RACCOLTO NEL CORSO DELL'ATTIVITÀ INVESTIGATIVA SVOLTA DALLA SEZIONE OPERATIVA PER LA SICUREZZA CIBERNETICA DI MESSINA, COORDINATA DAL CENTRO OPERATIVO PER LA SICUREZZA CIBERNETICA DI CATANIA, CON IL SUPPORTO DELLA SEZIONE OPERATIVA PER LA SICUREZZA CIBERNETICA E LA SQUADRA MOBILE DI FROSINONE

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Per un 50enne italiano di origini siciliane, residente nella provincia di Frosinone, sono stati disposti in data odierna gli arresti domiciliari, con sottoposizione a controllo a distanza tramite braccialetto elettronico, in relazione ai delitti di ‘atti persecutori, aggravati dall’impiego di strumenti telematici, calunnia, nonché istigazione a delinquere, ai danni di alcuni magistrati in servizio presso il distretto giudiziario di Catania’.

La misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, è stata eseguita dagli agenti della Polizia di Stato, su delega dei magistrati della Procura Distrettuale Messinese e scaturisce da un grave compendio indiziario raccolto nel corso dell’attività investigativa svolta dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Messina, coordinata dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania, con il supporto della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica e la Squadra Mobile di Frosinone.

Il 50enne, in occasione della celebrazione di un processo dinnanzi al Tribunale di Catania per il delitto di Diffamazione aggravata, avrebbe accusato di omissioni di atti d’ufficio e falso in atto pubblico, pur sapendoli innocenti, numerosi magistrati del distretto di Catania, con continue offese e minacce attraverso post, messaggi e video-messaggi denigratori, pubblicati quasi quotidianamente su social e gruppi di messaggistica… affermando ad esempio ‘Vi faccio un culo quanto una casa’ riferendosi ad una Visita fiscale (ordinata dal Giudice monocratico etneo Concetta Zimmitti) effettuata in data 16 gennaio 2026 dai carabinieri di San Giovanni Incarico e da una assistente sociale della ASL di Frosinone che dovevano accertare la legittimità della assenza per motivi di salute dell’imputato alla Udienza del successivo 17 gennaio presso il Palazzo di Giustizia catanese.

L’indagato avrebbe agito in concorso con alcuni suoi sostenitori, iscritti a una sedicente Associazione dallo stesso fondata, istigando questi ultimi a condividere on line i contenuti calunniosi e diffamatori, amplificandone così la risonanza mediatica.

“#essercisempre”!