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Ed è ancora una volta… femminicidio: si chiamava Valentina ed aveva 41 anni, l’ultima vittima dell’inarrestabile lista di un fenomeno avvenuto mercoledì scorso che ha portato via dal mondo un’infinità di donne morte senza sapere il come e il perché… un atto quello del femminicidio che non troverà mai una giusta spiegazione

A SPEGNERE LA VITA DI VALENTINA SARTO, IL MARITO VINCENZO DONGELLINI 49 ANNI: IERI AD UN GIORNO DALL'EFFERATO ATTO, È RIMASTO TUTTO NELLE MANI DEGLI INQUIRENTI DI BERGAMO DOVE È AVVENUTO IL FATTO... SEMBREREBBE PERÒ DALLE PRIME INDAGINI CHE VALENTINA AVESSE DECISO DI LASCIARE IL MARITO CON CUI ERA SPOSATA DA SOLI 10 MESI DOPO UNA CONVIVENZA DI 10 ANNI

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Ed è ancora una volta… femminicidio: si chiamava Valentina ed aveva 41 anni, l’ultima vittima dell’inarrestabile lista di un fenomeno avvenuto mercoledì scorso che ha portato via dal mondo un’infinità di donne morte senza sapere il come e il perché… un atto quello del femminicidio che non troverà mai una giusta spiegazione.

A spegnere la vita di Valentina SARTO, il marito Vincenzo DONGELLINI 49 anni: ieri ad un giorno dall’efferato atto, è rimasto tutto nelle mani degli inquirenti di Bergamo dove è avvenuto il fatto… sembrerebbe però dalle prime indagini che Valentina avesse deciso di lasciare il marito con cui era sposata da soli 10 mesi dopo una convivenza di 10 anni.

Lei gli aveva detto che “si era innamorata di un altro uomo” e che “non andava via da casa perché lui la minacciava”, questo sarebbe stato riferito dal nuovo compagno della donna Moris PANZA. Lui, Vincenzo non avrebbe accettato l’onta del tradimento e della vergogna, così dopo aver accoltellato la donna mortalmente con più fendenti alla schiena ed alla gola, avrebbe tentato “maldestramente” di porre fine alla propria vita, prima ingerendo “forse” candeggina e poi con lo stesso coltello con cui aveva poco prima accoltellato la moglie.

In seguito fermato dai figli, che l’uomo aveva avuto dal primo matrimonio, gli stessi figli che avrebbero dato l’allarme dopo la tragedia. All’arrivo dei soccorsi Valentina versava già in condizioni disperate e purtroppo non c’è stato nulla da fare per lei. L’uomo invece dopo essere stato ricoverato sotto sorveglianza all’ospedale di Bergamo è stato dimesso ed è stato condotto in carcere.

Ulteriori dettagli saranno possibili dopo l’autopsia sul corpo di Valentina che verrà eseguita nei prossimi giorni all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII° di Bergamo. Le indagini sono coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica di Bergamo e guidate dal sostituto procuratore Antonio Mele… in campo le Volanti, la Squadra mobile e la Scientifica della Polizia di Stato per i rilievi nell’appartamento, che è poi stato posto sotto sequestro.

Un finale che purtroppo ormai ha il gusto amaro di una tragedia conosciuta e che troppe volte abbiamo “raccontato” senza però abituarci mai al dolore di tante donne che hanno perso la vita per mano del proprio “AMORE-CARNEFICE”, COLUI CHE AVREBBE DOVUTO CUSTODIRE LA DONNA CHE GLI STAVA ACCANTO. Il femminicidio non ha mai nessuna giustificazione… MAI… “PERDONAMI PER NON AVER CAPITO E PER NON AVERTI POTUTO DIFENDERE E SALVARE”. Queste le parole di una madre distrutta dal dolore.

Valentina lavorava al Baretto, lo storico locale di fronte alla New Balance Arena, punto di riferimento dei tifosi. Era sposata con “IL MOSTRO” da soli 10 mesi, durante i quali l’uomo aveva cominciato a mostrarsi estremamente geloso e anche violento come riferito dal nuovo compagno della donna. I vicini riferiscono che sentivano spesso la coppia litigare, anche se Valentina non aveva mai voluto denunciare forse in nome dell’amore che li aveva legati nei 10 anni di convivenza trasformatasi in odio e litigi negli ultimi mesi dopo il matrimonio.

Panza, nelle interviste rilasciate dichiara che il marito sapeva di questa relazione nata da pochissimo e per questo la minacciava e la picchiava
“La prima volta che mi è arrivata con i segni sul collo le ho detto di non tornare più a casa. Le ho ripetuto mille volte di venire a stare da me o almeno dalla sua amica di Seriate”, ha detto Panza che avrebbe anche cercato di spingere Valentina a denunciare il marito.

Sabato mattina Valentina aveva risposto: “Aspetto una settimana poi vediamo, se va avanti così esco di casa e lo denuncio”. Una settimana, quei 7 giorni che la donna non trascorrerà mai, a causa di quel “BENEVOLO” tentennamento che purtroppo le ha rubato la vita per sempre.