La consigliera comunale Antonella Russo del Partito Democratico, nel corso di una intervista realizzata da messinaindiretta.it, precisa qual è la sua posizione sul Salva Messina ed afferma: “più che il contenuto stesso, mi ha convinto il presupposto, che era la necessità se ci sono i margini (io sono molto dubbiosa in questo). Se ci sono i margini per evitare il dissesto economico-finanzairio del Comune di Messina l’unica possibilità che noi abbiamo per evitarlo è quella di fare una stretta molto, molto rigida su quelle che sono le spese del Comune di Messina e un recupero anche di… buona parte dell’evasione contributiva che è necessaria appunto per recuperare dei soldini”.
“Quindi, è l’avere messo nero su bianco la necessità di misure veramente drastiche che fino a ora obiettivamente non ci sono state e quel poco che ci sono state non hanno portato i risultati sperati. E’ una mia personale opinione… io ritengo di no, che non sia possibile evitare il default, però certamente non deve essere una scelta. E dalle carte che ci porta l’attuale sindaco De Luca noi abbiamo almeno tra i 50 e i 60 milioni di misure che non sono state realizzate e un’altra cinquantina di milioni di passività che abbiamo accumulato dal 2014 al 2018. Quindi, siamo fuori di tante decine di milioncini e non so come riusciamo a recuperarli per essere credibili non tanto davanti al Ministero quanto davanti alla Corte dei Conti”.
“La cosa importante e quella che mi crea più dubbi, è che secondo me i debiti che noi abbiamo accumulato dopo il 31 dicembre del 2013 non possiamo inserirli nel Piano. Questo è il dubbio che io ho”.
Sulle minacce di De Luca, la Russo sottolinea: “non mi sono piaciute. Non mi sono piaciute perchè lui stesso ha affermato che ha usato le dimissioni come strumento di persuasione. E lo strumento di persuasione, il nostro primo cittadino lo deve utilizzare sugli atti convincendo i consiglieri comunali della bontà delle sue tesi e di come riesce a salvare Messina quantomeno come ci tenta. Il discorso delle dimissioni è stata una polemica, un comportamento un po’ stucchevole dal mio punto di vista anche se non sono andata polemicamente ad affrontare la questione. Però, certamente non mi è piaciuto e le dimissioni non si usano mai come strumento persuasivo”.
Sul peggioramento della qualità di vita dei messinesi a causa del Salva Messina, la consigliera evidenzia: “lo temo. Lo temo come, certamente questo succederà, nel senso che oltre ad avere le aliquote al massimo abbiamo da recuperare -dice De Luca-, 18 milioni di euro all’anno per 15 anni. La sottoscritta insieme al collega Felice Calabrò, ha prodotto degli emendamenti ritengo fondamentali, che erano finalizzati e sono finalizzati alla salvaguardia dei posti di lavoro del Comune di Messina e delle partecipate, al garantire in ogni caso un’efficienza dei Servizi gestiti dal Comune di Messina. E in ultimo evitando il ricorso immediato, alla privatizzazione dei Servizi. C’era nella precedente versione del Salva Messina, un passaggio che era quasi inevitabile, la privatizzazione del Servizio rifiuti, io ho emendato il Salva Messina in questo senso dicendo che qualora non fosse possibile più mantenere (ma lo dobbiamo vedere con piani economico-finanziari), non fosse possibile prevedere di mantenere la natura esclusivamente pubblica della MessinaServizi quantomeno passare ad un regime di partneriato pubblico-privato perchè i Servizi pubblici sono sempre una maggiore garanzia per la colletttività”.


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