DATI DA CAPOGIRO QUELLI RELATIVI ALL’ABUSIVISMO EDILIZIO IN SICILIA. UNA VERA E PROPRIA EMERGENZA, SULLA QUALE SI FERMA A RIFLETTERE LA FILCA CISL SICILIA. NELL’ISOLA, SECONDO DATI IN POSSESSO DEL SINDACATO SICILIANO, L’ABUSIVISMO EDILIZIO TOCCA IL 49 PER CENTO. UNA PERCENTUALE CHE SPAVENTA E PREOCCUPA SOPRATTUTTO ALLA LUCE DEI TRISTI AVVENIMENTI DI CRONACA LEGATI ALLE PESSIME CONDIZIONI METEREOLOGICHE.

Un’isola per metà abusiva

Il 49 per cento delle costruzioni presenti in Sicilia, lungo l’estensione territoriale dell’isola, è abusivo. Esiste un’emergenza legata proprio al fenomeno dell’abusivismo edilizio che richiede un intervento serio e strutturale. È quanto emerge dai dati e dai rilievi effettuati dalla Filca Cisl Sicilia, il sindacato degli edili guidato nell’isola da Paolo D’Anca. Il segretario regionale ha spiegato: “La tragedia di Casteldaccia deve far riflettere sui danni causati dall’abusivismo edilizio che in Sicilia sfiora il 49 per cento. Questo dato è inaccettabile, le istituzioni e la politica facciano la loro parte, schierandosi apertamente contro chi costruisce nell’illegalità”.

Incuria e indifferenza le vere responsabili

La strage causata dal maltempo e dall’abusivismo poteva certo essere evitata. È molto duro il numero uno del sindacato siciliano che punta il dito contro “l’incuria e l’indifferenza rispetto a un’emergenza come quella dell’edilizia abusiva. Piangiamo queste povere vite spezzate come abbiamo pianto i morti di Giampilieri, quelli di Scaletta Zanclea e di altri eventi disastrosi simili a questi pensando ogni volta che probabilmente questi drammi avrebbero potuto essere evitati. – spiega D’Anca nella sua relazione – La magistratura farà luce su questa vicenda ma anche solo ragionando in termini di buon senso, si capisce come costruzioni così vicine all’alveo di un fiume fossero a rischio“. È il momento che intervengano le istituzioni, anche con durezza. D’Anca, infatti, evidenzia come sia giunto il momento per le istituzioni stesse di agire “palesemente contro ogni forma di abusivismo edilizio, anche a costo di inimicarsi fasce della popolazione che abitano in edifici totalmente fuori legge. Non devono esserci mezze misure nel contrastare queste forme di illegalità“.

La sicurezza nasce in cantiere

Si tratta, certo, di una situazione quanto mai delicata ma che non può attendere oltre. Ci sono interi territori da risanare e mettere in sicurezza. La prima misura da mettere in atto è proprio quella legata alla sicurezza degli abitanti dell’isola, una sicurezza che – in ambito edilizio – non può che partire dai cantieri e declinarsi in sicurezza sul lavoro, delle costruzioni, dei cittadini. La sicurezza dei cantieri e dei suoi lavoratori passa anche per l’innovazione e per la qualità delle attrezzatture scelte. È il caso, ad esempio, delle piattaforme aeree, strumentazioni anche dai costi sostenuti che possono però essere facilmente noleggiate. Il noleggio piattaforme aeree Messina passa per un semplice click sul portale di Giffi Noleggi, un modo semplice per iniziare in sicurezza la catena di valore che si va a costruire con l’apertura di ogni singolo cantiere.

La proposta della Cisl

Sul fronte dell’abusivismo il sindacato siciliano ha le idee ben chiare e lancia una proposta alle istituzioni per un intervento rapido e deciso. In particolare, la proposta si rivolge all’assessore regionale alle Infrastrutture e al presidente della Regione siciliana e si articola nell’istituzione di un comitato capace di riunire gli organismi amministrativi competenti, le associazioni datoriali e le sigle sindacali “per una mappa del rischio in Sicilia”.

Anche l’Ance Sicilia chiede sicurezza

A rivolgere un appello nel nome della sicurezza alle istituzioni siciliane è stata anche l’associazione dei costruttori regionali, l’Ance Sicilia. Il presidente Santo Cutrone infatti ha espresso l’augurio di “un’azione forte e incisiva” da parte di Nello Musumeci,il Governatore regionale, che ha denunciato che “i fondi per la manutenzione del territorio ci sono, ma i burocrati ne rallentano l’utilizzo. A Musumeci chiediamo di togliere i fondi dalle mani dei burocrati, di creare un’Autorità di gestione sotto la sua guida e di adottare procedure straordinarie, più snelle e rapide di quelle previste dall’attuale Codice dei contratti, del quale da tempo chiediamo la modifica. Insomma, agisca rapidamente, così come ha dimostrato in altre occasioni, per il dissesto idrogeologico, il rischio sismico, la messa in sicurezza del territorio, delle infrastrutture e degli edifici”.