A proposito della -sovranità monetaria-, e dell’Ilva di Taranto

IL PARERE, CONTENUTO IN QUESTO ARTICOLO, SCRITTO DAL COLLABORATORE DEL NOSTRO QUOTIDIANO ON LINE, BILGIU

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Veduta aerea delle acciaerie ILVA di Taranto.

“A proposito della -sovranità monetaria-, e dell’Ilva”. Il parere, di BilGiu, un nuovo collaboratore del nostro quotidiano on line.

“Chi sta seguendo la vicenda dell’Ilva e non si è fatto distrarre dalle inutili analisi demagogiche che servono soltanto a chi le fa, ed alla becera ed inutile retorica che serve per ricevere gli applausi della folla e a far gonfiare il petto a chi la usa, avrà sicuramente notato che il problema, detto in modo nudo e crudo, sono i soldi, i fottuti, maledetti, ma necessari soldi…! Tra investimenti per bonificare le aree dove sorge l’acciaieria, messa in regola degli impianti, nuovi investimenti e soprattutto mantenere e assicurare un futuro a tutti i lavoratori dipendenti servirebbero circa 4 miliardi di €uro, soldi che la ArcelorMittal firmando un regolare contratto, si era impegnata ad investire e che oggi senza entrare troppo nello specifico, la stessa sostenendo che non vi siano più le condizioni per tenere fede a quel contratto, non intende più onorare”.

“Lasciando da parte le complicazioni legali che riguardano le parti in causa, lo Stato Italiano da una parte ed una multinazionale dall’altra, e che andranno avanti seguendo norme, leggi e regolamenti che ognuna delle parti tirerà fuori per difendere le proprie ragioni, tre secondo me sono i punti su cui bisognerebbe concentrarsi, il primo, che un Paese come l’Italia non può perdere del tutto la possibilità di produrre l’acciaio, il secondo, che il Paese non può continuare a mantenere in funzione un impianto che ha causato morti, deformazioni e malattie terribili ai cittadini di Taranto, oltre ad aver causato un danno ambientale che rasenta la catastrofe, e terzo, ma non -ultimo-, che la chiusura dell’impianto causerebbe la perdita di circa 15 mila posti di lavoro senza considerare l’indotto, con la quale si arriverebbe ad oltre 20 mila, che in una Regione come la Puglia significherebbe un disastro sociale e civile ed umanitario di proporzioni abnormi…”.

“Avendo ben chiaro tutto questo, e lasciando da parte come già detto, la vana quanto inutile al momento, ricerca di responsabili o colpevoli che ci hanno condotto sin qui, quale sarebbe la soluzione che uno Stato, un Governo, degni di questo nome che quindi potessero esercitare pienamente il loro -potere- e cioè prendere decisioni univoche e certe senza nessun veto imposto da una qualsiasi -sovrastruttura-, a tutela della salute pubblica, del mantenimento dei posti di lavoro e del mantenimento della produzione dell’acciaio, se non la nazionalizzazione dell’Ilva?”.

“Molti si staranno già dicendo che non ci sono i soldi, altri che lo Stato non può e non dovrebbe intervenire ogni qualvolta ci siano situazioni del genere, che pure sono state create dai privati (in questo caso giusto ricordare che i precedenti proprietari, la famiglia Riva, è accusata di aver compiuto numerosi illeciti nella gestione dell’impianto e di altrettanti numerosi reati ambientali), altri storceranno il naso sostenendo che sarebbe un altro debito scaricato sulle spalle della collettività e si sa che il debito è brutto e cattivo, ma allora cosa fare? E soprattutto cerchiamo di smontare questi luoghi comuni, vediamo un po se ci riusciamo. Allora considerato che la €U non ci darà mai il permesso di nazionalizzare a spese dello Stato, di fatto ci è vietato ed è ben scritto sui Trattati leuropei, la Bce dal canto suo senza ordini precisi della Commissione €uropea non potrebbe mai e poi mai finanziare una cosa del genere, eppure la Bce stampa dal nulla ben 20 miliardi di €uro al mese che poi gira alle banche -centrali- degli stati leuropei in cambio di bond (titoli finanziari), soldi che dovrebbero finanziare il credito alle famiglie ed alle imprese, ma che fino ad oggi ha ottenuto scarsissimi risultati, in quanto le famiglie di prestiti per svariati motivi ne vedono ben pochi così come le piccole e medie imprese”.

“Chiarito questo, a cosa servirebbe la -sovranità monetaria- in questo momento? Servirebbe a –stampare- i 4/5 miliardi di €uro che servirebbero a mettere in sicurezza, bonificare, mantenere i posti di lavoro e produrre l’acciaio all’Ilva; per mettere in sicurezza e bonificare tutta l’area si avrà bisogno di aziende specializzate che pagate del lavoro svolto pagheranno a loro volta tasse, imposte, acquisteranno mezzi, pagheranno i salari agi loro dipendenti che a loro volta pagheranno le tasse, il mutuo, l’affitto, compreranno un auto nuova e pagheranno le tasse universitarie del figlio, acquisteranno beni e servizi che incideranno sull’economia reale, la fabbrica produrrà acciaio che verrà venduto in tutto il paese e nel mondo e la stessa pagherà imposte, tasse e stipendi ai 15 mila dipendenti che a loro volta potranno pagarsi il mutuo, l’affitto, una macchina nuova e una domenica con la famiglia al ristorante; ecco a cosa serve la -sovranità monetaria-, ecco come lo Stato può garantire e promuovere ricchezza, occupazione e pace sociale, ecco come uno Stato può risolvere i problemi ambientali, semplicemente creando occupazione, dando lavoro che genera benessere, muove l’economia, in un modo che nessun privato può fare, e di contro rientrare di gran parte dell’investimento fatto attraverso le tasse, le imposte o le accise, questo fa e dovrebbe fare uno Stato Sovrano, e tutto questo è previsto, descritto e citato nella nostra Costituzione”.

“Se avete orgoglio, coraggio e volete fare qualcosa per il paese e per gli italiani, fatelo. Non vi resta che metterlo in atto e basta bugie”.