A rischio, le radici di una comunità

IN CUI IL MALCONTENTO FA LIEVITARE L'INVIDIA SOCIALE

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Articolo, scritto da: “Silvana Paratore (avvocato impegnato da anni nel volontariato sociale, culturale)”.

In attesa dell’esito del ballottaggio di giorno 24 giugno mi chiedo: “a conti fatti, qual è il desiderio di ogni cittadino?”.

Cerco di darmi una risposta e presumo sia la seguente: “una città di cui si puo’ essere fieri di esserne i cittadini. E’ senza dubbio necessario riportare stabilità e sicurezza in una città ove osservo innumerevoli sforzi e sacrifici di associazioni di volontariato prive di qualsiasi sostegno, nel valorizzare e recuperare un territorio e le tradizioni ad esso collegate; di enti e realtà che suppliscono alle esigenze primarie di quanti si trovano in difficoltà”.

“In un simile contesto i cittadini si aspettano dai candidati a sindaco, preparazione, serietà, verità, credibilità, coraggio, capacità di fare le scelte, linguaggi e comportamenti coerenti con quello che si dice. E’ necessario poter contare su un futuro con punti di riferimento e certezze ove vige meritocrazia per i giovani in cerca di lavoro. Fare il politico significa quindi essere pronti ad assumersi grandi responsabilità, oltre che grandi carichi di lavoro”.

Significa avere: “cuore, anima, capacità di compenetrare nei disagi e nelle esigenze della popolazione e proporre soluzioni e risposte concrete. La politica ha come scopo di progettare ed eseguire i cambiamenti che migliorano la qualità della vita dei cittadini. Non posso non notare come dalla competizione elettorale in corso, siano venuti fuori aspetti, profili di tanti che a molti erano sconosciuti che se veri, delineerebbero in modo diverso la considerazione degli uni e degli altri. Sicuramente noto il risveglio di una grande passione cittadina per la politica dimostrata dalla partecipazione costante di tanti ai vari comizi”.

“La gente ha necessità di sapere e di conoscere… e talvolta da certe dichiarazioni rese in modo spontaneo dai candidati a sindaco, si ricavano informazioni che delineano un -mondo- di cui in tanti non desideriamo far parte che mira al soddisfacimento degli interessi di alcuni e non di tutti e poco propenso a quegli ideali ed a quei valori che invece dovrebbero soddisfare le aspettative di una comunità che desidera onestà, correttezza, lealtà, meritocrazia, una informazione giornalistica libera, corretta e sana, condivisione di idee e di proposte, valorizzazione di luoghi, aiuti alle famiglie disagiate o con portatori di handicap lasciati soli a gestire il quotidiano, recupero di tradizioni e di memoria, speranze per i giovani scoraggiati da un futuro che dopo anni di studio non riserva loro quanto desiderato e li costringe ad emigrare”.

“Il sindaco rappresenta l’istituzione a più diretto contatto con i cittadini a cui viene chiesto di farsi carico di un numero sempre più elevato di compiti. A chi tra il prof. Placido Bramanti e l’on. Cateno De Luca governerà la nostra città, chiedo solo di non deludere i desideri diffusi dei cittadini e di non alimentare fenomeni di distacco, di allentamento, di divisione e di contrasto nella nostra comunità che ne mettano a rischio le radici e i valori comuni”.

“La crisi economica di questi anni, sta alimentando il malcontento e il malcontento cerca sempre di manifestarsi in forme sbagliate, nocive per l’interesse di noi tutti; contrappone gruppi ad altri gruppi, fomenta guerre tra poveri e fa lievitare l’invidia sociale, terreno fertile per la formazione di altri fenomeni ben più pericolosi. Ai due candidati a sindaco chiedo di ritrovare lo spirito di una appartenenza comune che serva a rinvenire il senso civico, il rispetto verso la città nella quale abitiamo, nella quale saremo chiamati a vivere negli anni a venire e nella quale vorremmo ci vivessero anche i nostri figli e nipoti”.