Alle prime ore della mattinata odierna personale della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. di Corigliano-Rossano, unitamente a quello della Squadra Mobile di Cosenza e con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale di Rende, ha tratto in arresto 5 persone

TUTTE CORIGLIANESI CHE FACEVANO PROSTITUIRE UNA DONNA ALBANESE, CON LA MINACCIA CHE GLI AVREBBERO UCCISO IL FIGLIO DI 5 ANNI ED IL COMPAGNO

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Alle prime ore della mattinata odierna personale della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. di Corigliano-Rossano, unitamente a quello della Squadra Mobile di Cosenza e con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale di Rende, ha tratto in arresto, in esecuzione dell’O.C.C.C. nr. 2503/19 R.G.N.R. mod. 21 e nr. 2285/19 R. G. GIP a firma del GIP presso il Tribunale di Castrovillari Dott. Luca COLITTA, datata 12 agosto 2019, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari diretta dal Dott. Eugenio FACCIOLLA, i sottonotati nr. 5 individui:

  • P. L. G., di Corigliano- Rossano;
  • S. G., di Corigliano- Rossano (CS);
  • W. O., di Corigliano Calabro (CS);
  • G. M., di Corigliano Calabro (CS);
  • S. B., di Corigliano Calabro (CS).

Gli stessi, sono gravemente indiziati dei reati p.p. dagli artt. 110, 81 cpv, 61 nr. 4 e 609 octies in relazione all’art.609 ter nr. 5 sexies c.p. (violenza sessuale di gruppo); art. 110 cpv. 629 in relazione all’art. 628 co. 3 nr. 1 c.p. (estorsione); art. 110, 81 cpv, 629 in relazione all’art. 628 co. 3 nr.1 c.p. (estorsione), per fatti commessi in Corigliano-Rossano fino al luglio 2019 e nell’arco temporale di circa dieci anni.

L’attività di indagine, coordinata dal Sost. Proc.. GALLONE sotto le direttive del Procuratore Capo Dott. FACCIOLLA, scaturiva dalla denuncia presentata in data 5 agosto u.s. da una cittadina albanese, la quale narrava con dovizia di particolari di una serie interminabile di violenze sessuali, sevizie e soprusi di ogni genere subiti ad opera degli indagati, nel corso degli ultimi dieci anni, spiegando come, una comune relazione sentimentale extraconiugale con uno degli indagati, si fosse in breve tempo trasformata in un’escalation di brutali violenze fisiche e psicologiche.

Gli indagati minacciavano la vittima che avrebbero ucciso il figlio di appena 5 anni ed il di lei compagno, qualora si fosse rifiutata di fornire delle prestazioni sessuali. La vittima veniva pertanto costretta a prostituirsi, a subire rapporti sessuali anche di gruppo e comunque pratiche sessuali violente consistenti in vere e proprie sevizie, nonché a consegnare agli indagati consistenti somme di denaro sotto la minaccia di divulgare filmati che la ritraevano in atteggiamenti sessuali espliciti.

L’attività di riscontro, effettuata da personale della Polizia di Stato, sotto le direttive della Procura della Repubblica di Castrovillari, dava consistenza ai fatti narrati dalla vittima, dai quali emergeva effettivamente un lungo periodo nel corso del quale la malcapitata, veniva sottoposta ad ogni genere di violenze sessuali nonché a richieste estorsive di denaro e di prestazioni sessuali ottenute con costrizioni e violenze fisiche e psichiche. Difatti a causa delle continue violenze subite che gli provocavano ematomi, lividi e segni evidenti sulle braccia e sul corpo, la cittadina albanese si recava due volte nel corso del 2017 presso un Ospedale di Roma, per giustificare con i familiari, all’oscuro di tutto, una non meglio specificata malattia che gli provocava questi segni evidenti sul corpo.

A riscontro di quanto denunciato dalla vittima, nell’immediatezza venivano effettuate varie perquisizioni domiciliari a carico degli indagati nel corso delle quali venivano rinvenuti 480 grammi di marijuana, un bilancino di precisione ed una serra per la coltivazione indoor della stessa marijuana, nonché attrezzi utilizzati per effettuare prestazioni sessuali particolari. Sono in corso ulteriori indagini al fine di addivenire alla identificazione di altri soggetti che nel corso di questo lungo lasso di tempo si sono resi corresponsabili di violenze sessuali nei confronti della cittadina albanese.

Dopo le formalità di rito gli arrestati verranno associati presso la Casa Circondariale di Castrovillari a disposizione dell’A.G. competente. Si tratta dell’ennesimo risultato investigativo raggiunto nel breve periodo dalla Procura della Repubblica di Castrovillari a seguito di denuncia della vittima, in stretta e perfetta sinergia operativa con il personale della Polizia di Stato, a testimonianza dell’impegno e della presenza delle Forze dell’Ordine e della magistratura nel territorio del comune di Corigliano-Rossano. Gli aguzzini sono arrivati a violentare la vittima anche in 20 contemporaneamente. E nella casa dove avvenivano le sevizie sono stati trovati anche strumenti per pratiche sadomaso.