Angela Rizzo (ME): “Volevo fare un comunicato stampa, come responsabile regionale per i Servizi Sociali e rapporti con gli Enti Locali di CittadinanzAttiva”

"MA L'ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI, HA DICHIARATO IN UNA RIUNIONE A PALERMO IL 20.12.2017, CHE NON CI RISPONDERA'"

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Angela Rizzo, da tempo impegnata nel settore del volontariato ha diffuso queste righe attraverso le quali sostiene: “volevo fare un comunicato stampa come responsabile regionale per i Servizi Sociali e rapporti con gli Enti Locali di CittadinanzAttiva, ma l’assessore alle Politiche sociali ha dichiarato in una riunione a Palermo il 20.12.2017… -che non risponderà a CittadinanzAttiva (come ha fatto fino ad oggi) perchè lei risponde soltanto alle associazioni che fanno parte della Consulta Comunale delle organizzazioni che operano nel settore delle attività sociali in favore della persona, della famiglia e della comunità-. Quindi questo post è personale e io mi assumo ogni responsabilità. Nicola Bonanno, Cristina Cannistrà e Claudio Aloisi”.

“Sono stati annunciati i licenziamenti dei lavoratori del servizio -ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI NEL DISTRETTO SOCIO – SANITARIO D26-. Sì, il 31 gennaio scattano i licenziamenti per 35 assistenti domiciliari, 3 assistenti sociali e gli autisti della cooperativa Genesi. Ad oggi i lavoratori di questo servizio lamentano la mancanza di stipendio e di tredicesima, molte sono le segnalazioni e il dramma sociale si avvicina in questa città allo sbando, agli ultimi posti per reddito e vivibilità”.

“Ai poveri si aggiungeranno anche questi 40 lavoratori, di loro questa Amministrazione non parla. Mentre il sindaco con la Giunta formula gli auguri alla città, nelle case di questi 40 messinesi si consuma il dramma del licenziamento”.

Un licenziamento con beffa: “molti di loro sono stati prima licenziati da Casa Serena poi lo saranno dal servizio assistenza domiciliare anziani. Da quasi 5 anni ripeto come un mantra che i servizi sociali a Messina sono allo sbando, non c’è programmazione, non esiste controllo. E’ un pozzo di san Patrizio, serbatoio di voti. Però nessuno si puo’ permettere di trattare questi lavoratori come oggetti da utilizzare e buttare quando non servono più, i proclami sono da campagna elettorale, conferenze stampa a iosa, annunci choc da milioni di euro che arriveranno per contrastare la povertà. Ad oggi tutto ciò non è avvenuto siamo la città più povera d’Italia, anche se da oltre 10 anni si parla di nuovo welfare in tutte le salse. La verità è che il 31 gennaio alla schiera dei disoccupati si aggiungeranno altri 40 disoccupati”.

L’ex presidente della cooperativa, (così mi è stato riferito) li ha tranquillizzati: “ho parlato con l’assessore alle politiche sociali mi ha detto che ha dato mandato ad un funzionario dei servizi sociali di preparare il bando dei fondi PAC, voi vi prendete la disoccupazione fino a settembre 2018 nel frattempo vi fate il corso OSA o OSS da me e potete pagarlo anche a rate e poi vi assumo con i PAC”.

Gira voce che l’altra novità annunciata in sede di auguri: “Casa Serena è ormai ristrutturata e ritornerà ad avere 120 ospiti e di conseguenza voi rientrerete a lavorare”.

“Ritengo queste promesse fatte in malafede e senza un minimo di verità. E’ una situazione inaccettabile che inevitabilmente porterà intere famiglie alla disperazione, senza alcuna prospettiva e appare sempre più evidente come il Dipartimento Politiche sociali non sia capace di gestire con adeguatezza le somme che vengono spese per soddisfare i bisogni dei più deboli; ad oggi non si ha contezza se sono state attivate tutte le convenzioni indicate nel progetto con cui la cooperativa si è aggiudicata l’appalto, se sono stati effettuati i controlli e le verifiche previste dall’art. 3 del -Capitolato Speciale d’Appalto e quanti sono gli anziani assistiti, dovrebbero essere 450-“.

“Dal 1 febbraio 2015 al 31 gennaio 2018 con il Piano di zona 2010/2012 redatto da #quellicheceranoprima e utilizzato da #quellichecisonooggi si è riusciti a tamponare anche se maldestramente i 40 lavoratori e dare assistenza a 450 anziani (vedi bando). Con il Piano di zona redatto da questa Amministrazione verranno soddisfatte altre esigenze non certo l’assistenza domiciliare agli anziani e non potranno essere impiegati i 40 licenziati da questo esecutivo cittadino”.