Antonio Mazzeo (Messina): “Bluff, speculatori, faccendieri & C.”

"ATTENDIAMO SEMPRE FIDUCIOSI RISPOSTA, SU UN PEZZO DI STORIA CHE CI STA A CUORE"

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In questo testo Antonio Mazzeo, esperto giornalista messinese, ripercorre vicende passate, che si ricollegano ad affari in atto nella nostra comunità, ponendosi alcuni interrogativi… ancora insoluti.

Mazzeo, scrive: “ottobre 2003. Si presentano a Palazzo Zanca… Aldo Cuzzocrea, presidente della Rodriquez Engineering (soci i fratelli Morace e la famiglia Franza) e il faccendiere Filippo Battaglia per annunciare un accordo con il governo venezuelano per produrre imbarcazioni da guerra nei Cantieri navali di Messina. A riceverli in pompa magna, l’allora presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno, gli assessori Elvira Amata e Carlo Abbate, i vicepresidenti del consiglio Pippo Capurro e Fabio d’Amore. L’operazione fu contrastata dai soliti pacifisti del Comitato per il disarmo unilaterale e dal Comitato La nostra città guidato da Saro Visicaro”.

“Alla fine, come accade quasi sempre nella storia di Messina, l’operazione si dimostrò un misero bluff e commesse, società, faccendieri sparirono nel nulla. Fino alla svendita finale dei Cantieri. Coincidenza vuole, però, che negli stessi giorni si chiudeva definitivamente anche la lunga storia dei confinanti Cantieri SMEB, a seguito di una discussa (e provvidenziale) dichiarazione di fallimento della società al tempo guidata da Renzo Bissoli”.

Spiegò Bissoli al settimanale Centonove: “il nostro piano prevedeva di poter usufruire delle aree almeno fino al 2008, ma l’assessore regionale Marina Noè, proprietaria di un cantiere navale ad Augusta, non ne ha voluto sapere. E sulle aree occupate dalla Smeb, 110 mila metri quadrati di terreno e 25 mila al coperto, sono stati portai avanti altri progetti”.

“Uno di quei progetti era promosso al tempo da un altro imprenditore d’assalto, Lino Siclari, oggi agli arresti domiciliari, -fallito- dopo il crack della holding della cantieristica di lusso Aicon. Siclari, al tempo, era socio dei cantieri Noè, e il suo tentativo di mettere le mani sulla zona falcata per portare avanti un progetto navale-immobiliare-turistico speculativo è ampiamente descritto nel libro -I padrini del Ponte. Affari di mafia nello Stretto di Messina-, che pubblicammo nel 2010 per Alegre Edizioni, Roma”.

“Inutilmente, una decina di giorni fa, chiedemmo all’assessore all’Urbanistica di Messina, Ing. Sergio de Cola, di chiarire se fu il suo studio di famiglia a produrre lo studio fattibilità di -riqualificazione della zona falcata- per conto della MYD Bulding (società controllata da Siclari e da un altro chiacchierato imprenditore messinese, Antonio Giordano, tornato in auge con i centri commerciali di Maregrosso e a Rometta). Attendiamo sempre fiduciosi risposta. Quel pezzo di storia ci sta a cuore”.