Carlo Priolo (Roma): “Mater delenda est”

SE I NOSTRI FIGLI, SE LI PORTANO VIA I GIUDICI

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Articolo, scritto dall’avvocato Carlo Priolo.

“Il figlio gli è stato espropriato d’imperio senza una ragione plausibile ed obiettiva. La tutela pubblica proprio perché è pubblica deve essere trasparente ed aperta ai controlli per evitare abusi e corruzione. Quando si tratta di bambini non ci sono diritti affievoliti”.

Il figlio ha subito molte violenze, maltrattamenti da figure istituzionali: “psicologhe forensi, tutore, curatore speciale, educatrice, assistenti sociali. Attualmente vive in soggiorno obbligato in un luogo indecente, tra gente estranea lontana dal suo stile di vita, è stato privato dei luoghi di elezione, del territorio dove effettuava la sua mobilità fisico-spaziale, escluso dal suo mondo dai servi del giudice minorile, dal suo mondo libero e ricco di affetto e amicizie. E’ stata violata la legge umana e morale del fanciullo”.

“Ha modificato per sempre il suo animo gentile aperto ai suoi pari ed agli adulti con slancio e solidarietà, sensibile ed affettuoso verso il prossimo, secondo l’insegnamento della mamma, sfregiata dalle cortigiane del giudice minorile e dallo stesso giudice che l’ha ferita nella dignità di donna sospendendole la responsabilità genitoriale senza motivo, solo per dare prova del suo potere assoluto ed immondo, per confermare la sua autorità eccedente, abiurando al dettato della legge, invocandola arbitrariamente secondo le sue fallaci opinioni ignobili e prive di civiltà”.

“Il figlio ha dovuto modificare il modo di essere per sopravvivere, adattarsi all’imperativo di quelli che non lo conoscono ed abusano del loro piccolo indegno potere, illegittimamente esercitato. Hanno determinato la paralisi della sua crescita felice, della libertà di essere bambino che sta sperimentando il carcere duro all’età di 10 anni che ha sicuramente segnato in lui una diffidenza e un distacco da una società tirannica”.

“Esiste in Italia il reato di tortura? Esiste la TORTURA. Il carcere per un bambino viene decretato per coartare la sua volontà, per costringerlo al rispetto della decisione del giudice minorile, per decapitare coloro che gli vogliono bene, per infliggere le punizioni più afflittive, per cancellare l’appartenenza al suo mondo, al territorio dove è nato e vissuto gli anni delle sua infanzia. LA DIFESA DEI BAMBINI E’ UN ATTO DOVUTO”.