“Egregio assessore Razza sono la Signora Scimone ossia l’unica figlia di una paziente che soggiorna nella casa di riposo -come d’incanto- da stanotte è cominciato il mio incubo peggiore è in maniera non esattamente ufficiale per come si usa agire in questa città abbandonata e vilipesa ormai da decenni”

LO HA SCRITTO IERI SU FACEBOOK, LA FIRMATARIA (CONGIUNTA DELL' ASSISTITA PRESSO UNA STRUTTURA DI VIA PRIMO SETTEMBRE A MESSINA) DELLA LETTERA, INDIRIZZANDOLA AL RESPONSABILE DELL'ASSESSORATO REGIONALE ALLA SALUTE

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“Egregio assessore Razza sono la Signora Scimone ossia l’unica figlia di una paziente che soggiorna nella casa di riposo -Come d’incanto- da stanotte è cominciato il mio incubo peggiore è in maniera non esattamente ufficiale per come si usa agire in questa città abbandonata e vilipesa ormai da decenni ho saputo che mamma è positiva al Covid19 e comincio così in preda alla disperazione a scrivere lettere e messaggi a tutto -il mondo- nella speranza (vana) di avere delle risposte precise e veritiere per poter organizzare eventualmente un trasporto presso strutture più adeguate (ma ne abbiamo?) ma non ottengo risposte brancolo nel buio più totale pervasa da una rabbia impotente insieme a mamma altri 54 anziani probabilmente nelle stesse condizioni e 16 operatori abbandonati (solo il Sindaco a sostegno) in preda ad una giustificata paura dell’abbandono”. Questa è la lettera scritta al responsabile dell’Assessorato Regionale alla Salute della Sicilia, dalla congiunta dell’assistita presso una Struttura di via primo settembre a Messina.

Inoltre: “allora io mi domando ma quante persone moriranno per leggerezza per inadempienza dei propri ruoli istituzionali e se mia madre morirà stanotte o domani chi pagherà. Invio email a tutte le testate nazionali qualcuno dovrà darmi delle risposte questa triste storia messinese non puo’ restare impunita. F.to Rosa Scimone”.